Compie dieci anni il centro di Cardiochirurgia Salam realizzato da Emergency in Sudan

Dove: Sudan       uno

Notizia di: aprile 2017

Segnalata da: Nadia e Alberto

Fonte: Emergency

La notizia: Dieci anni fa, il 19 aprile 2007 veniva aperto da Emergency il centro di cardiochirurgia Salam, vicino a Khartoum, in Sudan. Era il primo ed ancora oggi l’unico centro medico specialistico in Africa completamente gratuito.

due

Commento: “Il diritto di ricevere cure mediche adeguate è un diritto universale”. Con queste semplici ed apparentemente banali parole, Gino Strada spiega, nel breve video allegato, le ragioni di una scelta che ha portato Emergency a realizzare il primo centro cardiochirurgico di eccellenza in Africa, in cui i malati, provenienti da 27 Paesi al di fuori dal Sudan, vengono curati gratuitamente dal personale specializzato dell’associazione. L’obiettivo di fornire ai malati africani opportunità di cura analoghe a quelle offerte ai cittadini europei è alla base di un progetto che prosegue con nuove, importanti iniziative, come quella del centro pediatrico di Entebbe, in Uganda, di cui abbiamo parlato in un precedente articolo del 28 febbraio (Gino Strada e Renzo Piano posano la prima pietra del nuovo Centro di eccellenza in chirurgia pediatrica di EMERGENCY in Uganda)

Per approfondimenti vedere i seguenti video e link:

http://www.emergency.it/sudan/salam-centro-cardiochirugia.html?utm_source=youtube&utm_medium=social&utm_campaign=sudan&utm_content=promo-10-anni-salam&utm_term=descrizione

http://www.salamcentre.emergency.it/It/index.html

I volontari di “tappami”, l ’associazione che ripara le strade e tappa le buche

l’informazione:    

Intervengono  su segnalazione dei cittadini e anche dei vigili: “La nostra è una provocazione, se si vuole si può risolvere il problema”.  Girano le strade, adesso anche su richiesta.   Le segnalazioni arrivano dai residenti ma anche dei vigili urbani. Di giorno e di notte. Raggiungono ogni angolo della città con paletta e bitume per riparare crepe e voragini dell’asfalto.  Sono gli angeli delle buche, i volontari dell’associazione «Tappami», che per spirito civico ha messo in piedi un pronto intervento lì dove il Comune non arriva.  Presto i volontari, che per adesso coprono solo il territorio di Roma, potrebbero spingersi oltre i confini della città.      tappami

dove:        Roma

notizia del:   10 maggio 2017

fonte:  trasmissione “Quante storie” su Rai 3 alle 12,45,10 maggio

segnalata da:   Gianni

commentoi cittadini si mobilitano per dare una mano a risolvere annosi e irrisolti problemi di quotidiana vita cittadina. E’ la storia della associazione “Tappami” a Roma, che ha ormai  messo a segno numerosissimi interventi di ripristino del manto stradale e in genere relativi al decoro urbano.  Di per sè non sarebbe una buona notizia: ma come, con le tasse che paghiamo, possibile che l’Amministrazione pubblica non riesca a far fronte a questi problemi elementari?   La buona notizia, se vogliamo, sta nel fatto che cittadini comuni si diano da fare, stufi dei ritardi e della finta burocrazia che blocca sempre tutto, mossi evidentemente dal fatto di non poterne più di vedere problemi da poco non risolti per una perversa catena di inazioni o peggio.    Speriamo che iniziative di questo genere si moltiplichino in ogni città, cambino la mentalità di chi aspetta che sia sempre qualcun altro a intervenire (anche se sarebbe giusto che così fosse)  o peggio di chi irride chi si dà da fare (quasi che chi si dà da fare sia “fesso”, meno “furbo”) , stufo di vivere in un ambiente degradato che non merita e sopporta più, e stimolino le amministrazioni a vergognarsi e a intervenire, pena il venir squalificate agli occhi dei cittadini.

 

Per approfondimento, link a:  

https://www.facebook.com/Tappami/videos/vb.621553611319225/883474611793789/?type=2&theater

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/16_gennaio_23/buche-volontari-tappami-l-associazione-che-ripara-strade-328f6e22-c1b4-11e5-b5ee-f9f31615caf8.shtml

https://www.facebook.com/pg/Tappami/about/?ref=page_internal

 

I muretti a secco candidati a patrimonio dell’UNESCO

La notizia: L’Italia ha aderito alla cordata di Paesi europei, capitanati da Cipro e comprendenti Grecia, Francia, Svizzera e Spagna, che ha candidato la “Tecnica dei muretti a secco” come patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Sul territorio italiano sono diverse le comunità emblematiche, anche se non esclusive, legate alla tecnica dei muretti a secco. Tra queste, le colture agricole nelle Cinque Terre, quelle in Costiera Amalfitana, Pantelleria, ed in Puglia il Salento e la Valle d’Itria.

Dove: Cipro, Grecia, Italia, Francia, Svizzera, Spagna

Notizia del : Aprile 2017  muretti1

Segnalata da: Alberto

Fonte: Ansa, la Repubblica

Commento: :da “la Repubblica”: “Il sì italiano alla candidatura è teso a salvare i terrazzamenti e le millenarie barriere di divisione che segnano il profilo naturale del Paese: in Liguria e nel Salento, lungo la costiera di Amalfi e sull’Etna, a Pantelleria e in Toscana, su tutto l’arco alpino e nel cuore dell’Appennino. Questo tesoro sembrava consegnato alla rovina e alla nostalgia. Contadini, architetti, imprenditori, scienziati e promotori del turismo, lo rilanciano in tutto il mondo quale modello avanzato di uno sviluppo nuovo, capace di generare lavoro e ricchezza senza consumare la natura. La commissione Unesco visiterà i muretti a secco italiani fino all’anno prossimo, la decisione di accoglierli tra i beni essenziali della civiltà è fissata per il 2019.”

Il 26 maggio 2016 avevamo pubblicato un articolo su“Una scuola per la ricostruzione dei muretti a secco nelle 5 Terre”.

Vi si parlva dell’iniziativa volontaristica di un’insegnante di Vernazza, in Liguria, per coinvolgere i giovani nella ricostruzione dei muretti a secco delle Cinque Terre.

A quanto pare l’esperienza non è isolata. Sono ora migliaia i giovani, donne comprese, che si innamorano dei muretti naturali in pietra, alzati senza malte e senza cemento, e chiedono di imparare a restaurarli.

Nel resto d’Europa il titolo di “maestro di muri e pavimenti in pietra” è già riconosciuto. In Italia la prima scuola è stata aperta presso l’Enaip di Villazzano, in Trentino, e dopo due anni di corsi ha appena diplomato i primi 18 artigiani specializzati.”

muretti2

per approfondimenti:

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/08/news/i_ragazzi_del_muretto_a_secco_quei_sassi_sono_opere_d_arte_-164892519/

Un’italiana ha scoperto per caso il verme che decompone la plastica

Dove: Spagna                          verme

Notizia del: Aprile 2017

Segnalata da: Alberto

Fonte: Current Biology

La notizia:

Una biologa italiana,Federica Bertocchini, che lavora come ricercatrice presso l’Istituto di Biomedicina e Biotecnologia della Cantabria è la prima responsabile di una scoperta scientifica che potrebbe fornire una soluzione al grave problema della decomposizione dei rifiuti di plastica che invadono il pianeta. Ha infatti scoperto che un verme capace di mangiare e digerire rapidamente il polietilene. Si tratta di un comune parassita degli alveari, la tarma della cera (Galleria mellonella), le cui larve possono degradare facilmente e velocemente grandi quantità del materiale plastico di più difficile decomposizione

Commento:

La notizia si presta a commenti di vario genere.

Il primo riguarda il principale aspetto positivo della “buona notizia”: quella descritta è una scoperta che offre una speranza concreta di avviare un processo virtuoso di distruzione di quei milioni di tonnellate di rifiuti di plastica (sacchetti, bottigliette, contenitori ecc) che invadono ogni parte del mondo e che hanno ormai formato degli agglomerati giganteschi che galleggiano sulle onde dell’oceano (ne abbiamo dato già conto in un articolo del 20 marzo 2016come distruggere la grande isola di rifiuti di plastica che si è formata nel Pacifico”).

Il secondo unisce il piacere che sia un’italiana ad aver scoperto per prima questo nuovo fenomeno al rammarico che anch’essa faccia parte di quella larga schiera di “cervelli” che devono lasciare il Paese per valorizzare il proprio talento.

L’ultimo, ed il più curioso, è il fatto che Federica Bertocchini sia giunta a questa scoperta quasi per caso, non attraverso il programma di ricerca da lei seguito, ma in virtù di un hobby che la ricercatrice pratica nel tempo libero. Come lei stessa racconta, infatti, l’hobby dell’apicoltura le ha consentito di notare che le larve che parassitavano i suoi alveari erano capaci di bucare i sacchetti di plastica in cui le aveva riposte. Successivi esperimenti, effettuati in collaborazione con l’Università di Cambridge hanno dimostrato che 100 larve sono in grado di bucare un sacchetto di polietilene in circa 40 minuti, distruggendolo quasi completamente entro 12 ore: una velocità di decomposizione molto superiore a quella rilevata in precedenti esperimenti scientifici. Il successo nella vita e la soluzione di grandi problemi ci possono arrivare dalle strade più impensate e non sempre attraverso grandi sacrifici!

Per approfondimenti sono utili i seguenti link:

http://www.repubblica.it/scienze/2017/04/25/news/biologa_italiana_scopre_il_bruco_che_mangia_la_plastica_cosi_e_nata_per_caso_la_mia_ricerca_-163836136/

https://www.wired.it/scienza/lab/2017/04/26/larva-mangia-plastica/

http://www.ilmessaggero.it/tecnologia/scienza/larve_plastica_riciclo-2401570.html

http://www.tecnoandroid.it/2017/04/29/la-soluzione-per-i-rifiuti-di-plastica-un-verme-che-li-mangia-227592

La marijuana potrà aiutare la memoria negli anziani?

Dove: Bonn (Germania)  fotomari

Notizia del: Maggio 2017

Segnalata da: Alberto

La notizia: Due ricercatori dell’Università di Bonn, in Germania, hanno effettuato degli studi sugli effetti di diversi cannabinoidi sulla psiche dei topi, giungendo ad una curiosa scoperta. Mentre negli esemplari giovani dei topi dosi la somministrazione regolare di livelli bassi di THC, il principale composto psicoattivo della marijuana, peggiora memoria e apprendimento, negli esemplari anziani avviene esattamente l’opposto: i deficit di memoria diminuiscono e le capacità di apprendimento migliorano. E’ però ancora da stabilire se questo effetto valga anche in altri animali con un invecchiamento cerebrale più simile a quello dell’essere umano

Fonte: Le Scienze

Commento (scherzoso): Mentre è di attualità il dibattito su una possibile legalizzazione dell’uso ricreativo della marijuana – e sul conseguente business mondiale -, della quale è già ammesso l’uso farmacologico per finalità terapeutiche, giunge questa curiosa notizia, che potrebbe alimentare aspettative di una diffusione del “fumo”, finora imprevista tra la popolazione anziana, giustamente preoccupata di salvaguardare le proprie condizioni di “giovinezza” mentale. Se gli effetti positivi rilevati sui vecchi topi venissero confermati anche per gli umani più attempati si potrebbero creare i presupposti per una “rivalutazione senile” di comportamenti repressi o praticati clandestinamente in gioventù da molti anziani di oggi, che potrebbero finalmente godersi una “canna” senza sentirsi in colpa né incorrere nelle sanzioni della giustizia….. anche solo per ricordare meglio i bei tempi passati!

Per approfondimenti link a:

http://www.lescienze.it/news/2017/05/08/news/topi_vecchi_thc_cannabis_miglioramento_cognitivo-3518815/

http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2017/05/15/news/marijuana_big_tobacco_del_xxi_secolo_il_grande_business_della_legalizzazione-165553280/

giovani volontari in protezione civile crescono

l’informazione:  A fine marzo 2017, 13 nuovi volontari hanno concluso il corso per la formazione al volontariato in protezione civile,  che Nuova Acropoli  propone tra le tante iniziative di formazione al volontariato.   volont

dove:  a Catania

notizia delMarzo 2017

segnalata da:   GRAZIA, su informazione da parte di “Nuova Acropoli Catania”

Commento: Ad alcuni  il numero di questi volontari puo’  sembrare scarso,  in realtà,  in questi casi sono un buon numero,   soprattutto pensando a cosa si prefigge l’associazione e i vasti campi nei  quali  opera (sotto alcuni esempi). Grazie quindi a tutti quei volontari che ogni giorno si offrono e si prodigano per aiutare il mondo!          Ecco il messaggio di Nuova Acropoli:

Sono ben 13 i nuovi volontari che hanno appena concluso il corso per la formazione al volontariato in protezione civile proposto da Nuova Acropoli! Si tratta di una proposta che l’associazione rivolge da diversi anni ai cittadini, invitandoli ad “essere utili dove necessita”. È un’occasione per vivere la vita da protagonisti, e attraverso un’azione generosa e disinteressata contribuire a migliorare se stessi e la città in cui viviamo. Il corso, infatti, prevede lezioni indirizzate a fornire una buona preparazione tecnica agli aspiranti volontari, ma anche una preparazione etica volta a riflettere sui valori del volontariato, saper lavorare in squadra e conoscere se stessi per migliorarsi. I neo volontari ci raccontano la loro esperienza: “Ho iniziato quest’esperienza con distacco, perché non sapevo a cosa andavo incontro;” ci confida Roberta, “poi, però, ho incontrato un metodo educativo alternativo che mi ha spronato a continuare: tutto viene trasmesso con passione e questo permette un migliore apprendimento.” E alla domanda “cosa ti è piaciuto di più?” Giulia risponde “Ciò che mi è piaciuto un sacco è stato il poter mettere in pratica quanto appreso in aula attraverso le esercitazioni; inoltre è stata un’ottima occasione non solo per migliorare la nostra formazione tecnica, ma anche per fare gruppo. Una delle cose che porterò con me è proprio il senso di squadra, il riuscire a collaborare l’un l’latro senza la paura di essere giudicati”. Andrea confessa, inoltre, di aver apprezzato molto l’ambiente caldo, accogliente e familiare in cui si è svolto il tutto. “Quest’esperienza mi ha permesso di sperimentare qualcosa che va al di là della mia persona. Ho compreso meglio cos’è il volontariato e mi sono sentita parte della città; ho scoperto che c’è gente davvero capace di autentica generosità, e questo mi ha dato speranza. È un’esperienza che ti cambia, ti aiuta a crescere e scoprire qualcosa di più su di te e la tua città” dichiara decisa Vanessa. Tutti si trovano d’accordo sul voler continuare il loro percorso di volontari: “Mi sento in dovere di aiutare”, afferma fiero Emanuele. “Continuerò perché penso che essere al servizio del prossimo senza chiedere niente in cambio sia una cosa nobile che nutre il nostro animo” ci rivela Andrea, e conclude “per invitare un mio amico gli direi: vieni al corso perché grazie ad esso avrai delle minime conoscenze con le quali potrai veramente fare la differenza in modo concreto, delle conoscenze che potranno giovarti nella vita, che possa essere spegnere un fuoco, fare una manovra di primo soccorso o semplicemente chiamare in maniera corretta i soccorsi. E per quanto riguarda la parte etico-filosofica penso che essa sia una piccola serratura attraverso la quale possiamo intravedere la felicità”. E infine Alessio invita gioiosamente tutti coloro che vogliono mettersi in gioco diventando volontari dicendo semplicemente: “Una mano in più serve sempre!”. 

Di cosa si occupa Nuova Acropoli?   vedi link  che segue:

http://www.nuovaacropoli.it/chi-siamo/introduzione/

campi d’azione dei volontari (link a:  http://www.nuovaacropoli-volontariato.it/volontariato/  )

  • ecologia : protezione e pulizia dell’ambiente
  • ecologia : campagne di protezione per il rispetto della natura
  • formazione: corsi di formazione e campi scuola
  • tutela del patrimonio culturale
  • aiuto umanitario e sociale
  • emergenze e calamità    calamità

campi

La spesa “solidale” a Milano

Novità

l’informazione:  giovedì 11 maggio ore 18,30 inaugurazione di   SOLIDANDO : “LA SPESA SOLIDALE A MILANO”  – nasce un nuovo servizio: “Solidando”. Un vero e proprio supermercato dove la spesa è gratuita. Un supporto per le famiglie che in questo momento sono in difficoltà economica; una risposta concreta alle nuove povertà (seguendo la traccia di Carlo Maria Martini)  foto

dove:  Milano – via Calatafimi 10    – iBVA –

notizia del:   28 febbraio 2017

segnalata da:   GRAZIA ed ELVIRA

commento:  Per fortuna esistono queste iniziative che, almeno in parte, alleviano  l’angoscia di quelle famiglie meno fortunate e che,  per motivi diversi,  si trovano a vivere una vita senza luce,  che spesso li porta  in abissi profondi . Non smettiamo di essere solidali, aiutiamo a dare luce alla vita del  prossimo, cosi’ facendo la luce illuminerà anche il nostro percorso di vita.

link a:  http://www.ibva.it/solidando

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/517332/Insieme-e-meglio-associazioni-enti-e-volontari-fanno-nascere-l-Emporio