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VEDIAMOCI SOLIDALI

dove:  Quartiere Figino, periferia ovest di Milano     VediamociSolidali-Logo

notizia del:   Luglio 2018

segnalata da:   GRAZIA

commento:  Si puo’ vedere con gli occhi, ma si puo’ vedere certamente anche con il cuore, a volte basta cosi’ poco per aiutare gli altri.

Possiamo dire che questa splendida iniziativa “Commercio Isee Amico” – nata nel quartiere Borgo Sostenibile di Figino, alla periferia ovest di Milano – “VEDE OLTRE”.

Si perché, la cooperativa nasce proprio per offrire servizi di ottica alle fasce più deboli, dagli anziani ai disabili e alle famiglie in difficoltà.

Il  pensiero che la ispira, è infatti quello di far pagare il prodotto in base alle fasce Isee, per poter riuscire a servire sempre tutti i clienti, senza esclusione alcuna.

Fino ad ora i clienti che ne hanno utilizzato il servizio si sono tutti dichiarati soddisfatti e felici dell’iniziativa.

Link a:

https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_luglio_16/milano-dall-ottico-si-va-l-isee-sconti-redditi-bassi-efe76a7a-88d0-11e8-b6ba-4bfe4aefe0a3.shtml

http://www.figino.net/news.php?item.79.6

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/586622/Nasce-il-Commercio-Isee-Amico-il-prezzo-dipende-dal-reddito-di-chi-acquista

http://www.cooperativalamusa.it/vediamocisolidale/

https://www.milanopost.info/2018/07/17/occhiali-solidali-con-sconto-in-base-allisee-o-regalati-a-milano-figino/

approfondimento:    Occhiali-solidali-con-sconto-in-base-allIsee-a-Milano-Figino

La cooperativa sociale “Vediamoci solidali”, è nata nel quartiere Borgo Sostenibile di Figino, alla periferia ovest di Milano, gestisce un negozio di ottica e ha lanciato il progetto “Commercio Isee Amico”.
Significa che per  le prime quattro fasce di Isee, fino a circa 9 mila euro di reddito annui, i prezzi sono determinati sulla effettiva possibilità delle persone di pagarli.

Quindi ogni prodotto, anche gli occhiali più costosi, hanno un prezzo corrispettivo e proporzionato per queste fasce Isee. Per esempio, un occhiale che a listino costa 500 euro, con la certificazione Isee scende intorno ai 150 euro. Il cliente sceglie quello che vuole, sulla base di ciò che gli piace o di quel che puo’/vuole spendere –  Se ovviamente sceglie un occhiale piu’economico, il prezzo che paghera’ sara’ ancora piu’ basso.
La cooperativa pensa di poter replicare questo progetto anche in altri settori del commercio perché potrebbe essere un modo di  dare un servizio a tutti , senza che il gestore del  negozio ci perda economicamente, anzi, cosi facendo , riuscendo  a coprire i costi sostenuti e avere anche  un minimo margine di guadagno.

Il  progetto non è finanziato con fondi esterni, ma sta in piedi da solo. È un modo diverso di vedere il commercio e gli scambi economici.

I clienti che ne hanno usufruito, sono usciti dal negozio sempre soddisfatti.

La cooperativa è nata per offrire servizi di ottica alle fasce più deboli, dagli anziani ai disabili alle famiglie in difficoltà. La clientela, ovviamente, è molto più ampia, ma il pensiero è quello  che un negozio debba riuscire a servire tutti, nessuno escluso. Nella mission di Vediamoci solidali c’è anche l’idea di creare una catena di negozi in cui si trovino (come in quello di Figino) occhiali di artigianato a filiera corta, realizzati utilizzando materie e competenze italiane. Quindi niente grandi marchi, ma occhiali di qualità realizzati in Italia da piccole aziende, “attente ai materiali utilizzati, allo smaltimento degli scarti e alle condizioni di lavoro dei dipendenti”.

 

E la plastica raccolta nel fiume diventa un’isola verde per la città

l’informazione:    E la plastica raccolta nel fiume diventa un’isola verde per la città 

dove:  la Repubblica                         RECYCLED_PARK

notizia del:  20 luglio 2018

segnalata da:   Elvira

commento:  Il costante inquinamento da plastica è un grande problema che riguarda tutti i mari. È un inquinamento che deriva da quello che fiumi e canali scaricano in mare.

È quello che hanno notato i ragazzi della no profit Recycled Island Foundation di Rotterdam che hanno deciso di agire prima che fosse troppo tardi, andando direttamente alla fonte: dovevano impedire ai detriti di arrivare fino al Mare del Nord.

Nell’arco di 18 mesi hanno tirato via 9mila chili di detriti di plastica dai fiumi, li hanno riciclati e infine trasformati in un parco galleggiante costruito con i materiali recuperati – il Recycled Park appena inaugurato – che potrebbe contribuire a salvare l’ecosistema fluviale cittadino.                 RECYCLED_PARK_1

approfondimento: 

 Coinvolgendo studenti dell’Università di Rotterdam, Comune, governo e dozzine di sponsor, il primo passo è stato quello di realizzare delle trappole. Tre speciali piattaforme fluttuanti, costate 50 mila euro l’una, in grado di fungere da filtri, piazzate dai volontari in posizioni strategiche sull’importante fiume Mosa, 950 chilometri d’acqua che scorrono dalla Francia ai Paesi Bassi.

Le piattaforme sono in grado di bloccare grandi quantità di bottiglie, sacchetti, contenitori per detersivi e pezzi di polimeri di ogni tipo. La plastica catturata, grazie all’aiuto dei giovani ricercatori dell’Università di Wageningen, è stata trasformata in grandi blocchi esagonali, da due metri per lato, unibili fra loro tramite bulloni in un sistema a “nido d’ape”, come fossero mattoncini di Lego.

I primi di luglio queste isole esagonali green sono state piazzate sul fiume Nieuwe Maas dando vita agli iniziale 140 metri quadri (in totale saranno 1500) del primo parco galleggiante cittadino.

Un processo circolare e sostenibile che ha del meraviglioso: da pericolosi scarti inquinanti i detriti sono diventati strutture che potranno fungere da panchine o luoghi di incontro per le persone, ma anche da “case” per preservare l’ecosistema.

Tenendo conto che secondo le stime il 90% della plastica degli oceani proviene proprio dai fiumi, l’idea dei ragazzi di Rotterdam ha subito entusiasmato altri paesi decisi a lottare contro lo stesso problema.

In Indonesia, ad Ambon, il team olandese sta già piazzando nuove trappole per cominciare a raccogliere rifiuti. Ad agosto invece toccherà a Bruxelles e poi ad Amsterdam.

“Tutti possiamo fare qualcosa per l’ambiente, in primo luogo riciclare. Ma se ormai il danno è fatto”, spiega il coordinatore del team Ramon Knoester, “ricordiamoci sempre una cosa: recuperare i rifiuti nei fiumi, primi che arrivino in mare aperto, è molto più facile che catturarli dopo, quando diventano microplastiche invasive e letali”.

È quello che sta cercando di fare la Fondazione Sviluppo Sostenibile in Italia.

L’”operazione prevenzione” contro i rifiuti in mare comincia dal Po l’“operazione prevenzione”. Il principale corso d’acqua italiano che attraversa tutto il Settentrione toccando 4 regioni e 13 province, contribuisce, infatti, a far dell’Adriatico il mare italiano con la maggiore presenza di rifiuti. Il Progetto pilota “Il Po d’AMare”, predisposto dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Corepla e Castalia, realizzato grazie al coordinamento istituzionale svolto dall’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po e con patrocinio del Comune di Ferrara e dell’AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po) – prevede tecniche innovative per intercettare i rifiuti presenti nelle acque fluviali e, per quanto riguarda le plastiche, operare la loro selezione ed avviarle al riciclo. Una metodologia che in futuro potrebbe essere estesa a tutti i principali fiumi italiani e replicata anche in altri Paesi. Il Progetto pilota, uno dei primi al mondo a prevedere interventi di questo tipo, può contribuire così a rafforzare e implementare le misure del piano di azione nazionale per la prevenzione e la mitigazione dei rifiuti marini e anticipare le nuove direttive sulla circular economy che   prevedono impegni precisi anche per la riduzione dei rifiuti marini.                      TRAPPOLA_CATTURA_RIFIUTI

l Progetto. La raccolta dei rifiuti galleggianti prevista dal progetto pilota è quella messa a punto da Castalia nell’ambito del progetto “Seasweeper”, attraverso l’installazione di un dispositivo di raccolta composto da barriere in polietilene che intercettano, selezionano, intrappolano e infine raccolgono la plastica galleggiante e altri rifiuti trasportati dal fiume. Il sistema di barriere non interferisce con la flora e la fauna del fiume, in quanto la raccolta viene eseguita solo nella parte superficiale della colonna d’acqua. Piccole barche “Sea hunter” raccolgono i rifiuti, in prevalenza plastica, materiali legnosi e canne e li portano a riva dove vengono raccolti in cassoni che saranno trasportati presso l’impianto Transeco a Zevio (VR), a circa 75 km di distanza, dove avverrà una prima separazione delle diverse frazioni del rifiuto, con la selezione della componente plastica da inviare a successivi trattamenti e lo smaltimento della frazione estranea non recuperabile. Il rifiuto plastico verrà poi inviato al centro di selezione D.R.V. (località Torretta a Legnago –VR-), un centro di selezione Corepla capace di suddividere, mediante una rete di lettori ottici, gli imballaggi in plastica delle diverse frazioni polimeriche per l’avvio al riciclo o al recupero energetico.

La barriera anti-marine litter è stata realizzata nel tratto del fiume Po in località Pontelagoscuro (Comune di Ferrara) a 40 km dalla foce così da consentire una stima dei rifiuti presenti lungo quasi l’intero corso del fiume. I costi di questo progetto pilota – che avrà una durata di circa due mesi – per le operazioni di raccolta, trasporto, selezione, recupero e riciclo dei rifiuti con l’obiettivo di valutare la possibilità di costruire una vera filiera sono interamente coperti da Castalia e Corepla, a conferma dell’impegno per la tutela dell’ambiente, per nuove attività di Ricerca & Sviluppo, per una reale circular economy.

link a:  

http://www.repubblica.it/ambiente/2018/07/19/news/e_la_plastica_raccolta_nel_fiume_diventa_un_isolotto_per_la_citta_-202209038/

http://www.tgcom24.mediaset.it/2018/video/rotterdam-ecco-recycled-park-il-parco-galleggiante-realizzato-con-plastica-riciclata_3078973.shtml

https://design.fanpage.it/recycled-park-il-parco-galleggiante-di-rotterdam-creato-coi-rifiuti-di-plastica-riciclata/

premiata con la Rosa Camuna della Regione Lombardia l’Associazione delle vittime della strada

La notizia: Martedi 29 maggio 2018 l’ A.I.V.I.S. Associazione Italiana Vittime e Infortuni della Strada – Onlus, ha ricevuto il Premio ROSA CAMUNA dalla Regione Lombardia. Premiata per l’impegno profuso nei confronti delle vittime della strada e delle loro famiglie, per l’assistenza legale gratuita loro offerta, per il sostegno morale e per l’operosità posta in essere al servizio della prevenzione .
Ha ritirato il premio la Presidente di A.I.V.I.S. dott.ssa Manuela Barbarossa accompagnata dal Vicepresidente di A.I.V.I.S. Avv.to Giuseppe Bellanca.   vittime_della_strada

Dove: Milano

Quando: 29 maggio 2018

Segnalata da: Alberto

Fonte: la Voce Metropolitana, MilanoToday

Commenti: “Un riconoscimento simbolico importantissimo per tutta l’Associazione , che premia i volontari, i soci, i collaboratori , chi si è in tutti questi anni impegnato con A.I.V.I.S. a favore delle vittime della Strada , non solo sostenendo e tutelando legalmente le famiglie delle vittime uccise sulla strada, ma anche i sopravvissuti con gravi disabilità” .
Abbiamo portato avanti importanti battaglie morali e legislative a tutela delle vittime della strada, ma anche a tutela dell’ambiente in relazione all’urbanistica, alla salute pubblica.
Ci battiamo per la tutela della biodiversità nell’ambito della sicurezza stradale , tutela degli animali, anch’essi troppo spesso vittime della strada e tutela del patrimonio naturalistico da costruzioni indiscriminate di strade commerciali, di svincoli, di autostrade incuranti della sicurezza stradale del cittadino e delle realtà territoriali, ci battiamo a favore delle fasce più deboli , i bambini, gli anziani, i pedoni e i ciclisti.”
hanno dichiarato la Presidente di A.I.V.I.S. , Dott.ssa Manuela Barbarossa e il Vicepresidente Avv.to Giuseppe Bellanca, intervistati all’uscita del Palazzo di Regione Lombardia .
L’ambìto e prestigioso Premio ROSA CAMUNA della Regione Lombardia segue l’Ambrogino d’Oro ricevuto da AIVIS dal Comune di Milano nel 2015.

“Siamo felici che le Istituzioni risconoscano il valore e l’impegno dell ‘Associazione AIVIS. Premiando noi, ciò che rappresentiamo, affermano la loro vicinanza morale alle vittime degli incidenti stradali che non vanno lasciate mai sole. ”
ha aggiunto la Presidente di A.I.V.I.S. Dott.ssa Manuela Barbarossa

nota: anche qui la vera “buona notizia” sarebbe che ci fosse di anno in anno un costante e deciso calo degli incidenti e dei morti sulle strade. Si deve dire che rispetto al 2001 il numero di morti sulle strade si è in effetti dimezzato,anche se purtroppo in questi ultimi anni il trend di diminuzione costante sembra essersi arrestato

Link:

http://www.milanotoday.it/eventi/associazione-aivis-riceve-il-premio-rosa-camuna.html

https://associazioneaivis.com/

Arte a Dakar

la notizia:      la biennale di Dakar (Senegal) mobilita centinaia di artisti da tutto il mondo e testimonia che anche nel Continente Africano, da noi conosciuto quasi esclusivamente per i suoi problemi, l’arte ha spazio di cittadinanza. Qui proponiamo l’opera (Moving-wooden-joist) di 2 giovani artisti italiani (Marta Fumagalli e Riccardo Pirovano) che è stata realizzata nell’ambito dei progetti speciali di questa manifestazione.

dove:        Dakar (Senegal)                dav

 

segnalata da:   Gianni con Marta e Riccardo

 

fonte: diretta dagli autori

 

commento:  Moving-wooden-joist è un’installazione site specific che si integra nel contesto urbano di Dakar assecondando le abitudini dei fruitori del luogo e riqualificandolo. Si tratta di una struttura organica costituita da centinaia di assi di legno riciclate da pallets che abbraccia un chiosco. Nel caso specifico l’opera funge anche da panchina pubblica per i taxisti in sosta, i venditori ambulanti, i meccanici e pulitori di taxi e i diversi avventori in attesa dei ‘carrapid’.

Moving-wooden-joists è un’opera ‘nomade’ che nasce in un capannone di stoccaggio di legname alle porte di Milano e sbuca sul Boulevard de la Gueule Tapée a Dakar in Senegal, nel cuore del quartiere Médina in uno degli incroci più pulsanti della città: il rond- point rue 6. La storia di questo mucchio di cantinelle di legno in movimento è proiettata nel monitor all’interno del chiosco, come una testimonianza naïf di un viaggio dall’Italia al Senegal attraverso vie periferiche e poco battute.

Moving-wooden-joist è un’opera realizzata per la 13esima Biennale dell’arte africana contemporanea (Dak’art 2018)| L’heure Rouge , nella categoria ‘Projets spéciaux’, all’interno del progetto Urbi dal titolo Mon super kilomètre. Questo lavoro è parte al più ampio progetto Mon super kilomètre, (:   https://www.monsuperkilometre.com/#modal-zone-3-artist-cible-60) una galleria a cielo aperto lunga un kilometro sul canal della Gueule Tapée, dove diversi artisti provenienti da tutto il mondo hanno esposto le loro opere e portato ciascuno il proprio messaggio attraverso linguaggi e tecniche differenti.

In Marta e Riccardo l’interazione con l’ambiente avviene tramite un approccio primordiale della materia organica e inorganica. La scelta dei materiali, le loro molteplici possibilità di assemblaggio e composizione si misurano ogni volta con l’instabilità e la mutevolezza delle circostanze.

Approfondimento : vedi   REPORT da Dakar

vedi il video del viaggio al seguente link : https://www.youtube.com/watch?v=ORvOO1bNWEo

link a:   https://www.monsuperkilometre.com/#modal-zone-3-artist-cible-60

http://biennaledakar.org/

http://jukai.org/

http://www.artribune.com/attualita/2016/05/biennale-senegal-dakar-arte-contemporanea-africa/

CAPACIXCAMBIARE: OPERAZIONE PARCO FALCONE, 2° EDIZIONE

la notizia: Gioia, Impegno e Azione: questi i sentimenti che hanno caratterizzato la giornata di sabato scorso, 26 maggio, dedicata alla cura e riqualificazione di Parco Falcone in ricordo del 26° anniversario dalla strage di Capaci. Numerosi i partecipanti che, pur appartenendo a realtà differenti, si sono uniti anche quest’anno al progetto“CapaciXCambiare” prendendosi cura di un’area comune a tutti e ricordando così, in maniera attiva, coloro i quali hanno saputo lottare fino alla fine con Dignità per difendere i propri principi.                      IMG-20180526-WA0085

proposta da: Nuova Acropoli Catania

dove: a Catania

commento: Ben 52 i volontari che hanno partecipato all’operazione: tra le associazioni Nuova Acropoli e CittaInsieme (promotori dell’attività), Asaec -Associazione Antiestorsione Catania, Whole – Urban Renewal, i Leo club Catania Gioeni, Catania Host, Catania Nord, Catania Est, Catania Bellini, Giardini Naxos Valle dell’Alcantara, Rotaract Catania Est; inoltre presente l’istituto Fermi-Eredia. Durante la mattina hanno avuto il piacere di aggiungersi e contribuire anche 10 cittadini, colpiti dal clima di entusiasmo e collaborazione con cui sono stati portati avanti alcuni lavori di ripristino e riqualificazione dell’area. Grazie all’impegno comune è stato possibile ripulire il parco Falcone, raccogliendo oltre 20 sacchi di immondizia; inoltre sono state ripristinate e verniciate 10 panchine, piantumate 3 piante, pitturati 200 mt di ringhiera e, parzialmente, i giochi per bambini. Ma il risultato più grande è senza dubbio l’aver risvegliato gli animi di molti cittadini, sia che siano stati attori che semplici spettatori; aver dato l’opportunità di essere parte attiva della città, ricordare l’importanza dell’impegno e della perseveranza ed essere stati esempio e ispirazione per molti altri. “È tempo di andare avanti non più confidando sull’impegno straordinario di pochi, ma con l’impegno ordinario di tutti.” -Giovanni Falcone.                                          P_20180526_102111

 

link a :  https://www.nuovaacropoli.it/

http://catania.mobilita.org/2017/05/18/capaci-x-cambiare-una-giornata-di-riqualificazione-del-parco-falcone/

 

 

Operazione “Un mare di sorrisi” sulla Portaerei Cavour

Oggetto: Operazione “Un mare di sorrisi” sulla Portaerei Cavour

 Dove: Catania                          1

maggio 2018

Segnalata da: Alberto

Fonte: Ministero della Difesa

La notizia: Da venerdì 11 a domenica 13 maggio, a bordo della portaerei Cavour ormeggiata nel porto di Catania, si è svolto il diciassettesimo weekend clinic, nell’ambito del progetto “Un Mare di Sorrisi”, frutto della collaborazione tra la Marina Militare e la Fondazione Operation Smile Italia Onlus.

Durante il fine settimana nelle strutture ospedaliere dell’ammiraglia della Marina, i medici volontari della Fondazione Operation Smile Italia Onlus, con il supporto del personale del servizio sanitario della Marina Militare, hanno operato sei pazienti di età compresa tra 1 e 15 anni, affetti da labbro leporino  (labioschisi, palatoschisi ed esiti di labiopalatoschisi). I pazienti sono sia italiani, provenienti da Sicilia e Calabria, che stranieri, provenienti da Nigeria e Senegal.    CAVOUR-20150506

Commento: La Marina Militare e la Fondazione Operation Smile Italia Onlus, negli otto anni della collaborazione in corso, hanno organizzato in Italia 16 weekend clinic, operando 81 pazienti. Il progetto prevede che le navi della flotta militare, tra cui le unità Cavour e Etna, non impegnate in missioni operative, siano messe a disposizione dell’equipe medica della Fondazione per effettuare interventi chirurgi ed altre attività di carattere medico specialistico, avvalendosi delle strutture mediche delle navi da guerra.

Nave Cavour rappresenta la piattaforma operativa ideale per tale progetto, grazie alle due sale operatorie attrezzate, alla terapia intensiva, alla sala degenza e al gabinetto odontoiatrico, mentre lo staff medico della Marina Militare collabora attivamente con il team di volontari della Fondazione.

In un periodo così duramente funestato da notizie di guerra, laddove i mezzi navali militari sono spesso protagonisti di azioni cruente e distruttive, è consolante sapere che la nostra Marina Militare fornisce i propri mezzi e professionalità al servizio della collettività per attività che superano il concetto “militare”, attraverso le collaborazioni in campo sanitario e nel settore sociale.

La Fondazione Operation Smile Italia Onlus è attiva in Italia dal 2000 con oltre 100 volontari medici, infermieri e operatori sanitari, impiegati nelle missioni mediche che si svolgono nel mondo e in progetti di cura nazionali ed internazionali. La Fondazione contribuisce alla sostenibilità dei programmi internazionali attraverso attività di raccolta fondi e donazioni in denaro di privati ed aziende. Sul territorio è presente la “Smile House Milano” il primo centro di cura di Operation Smile in Europa per il trattamento operatorio e post operatorio delle labiopalatoschisi (labbro leporino).

Approfondimenti:

http://www.marina.difesa.it/uominimezzi/navi/Pagine/Cavour.aspx

http://www.marina.difesa.it/Notiziario-online/Pagine/20170605_operation_smile.aspx

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b583418d-b29a-4e1c-84f3-0639afc2e0d1-tg1.html

http://www.operationsmile.it/

Festeggia i 40 anni la fondazione che cura gratis i malati di tumore in tutta Italia

Dove: Italia                               1526563_10151972977704247_1430400153_n

maggio 2018

Segnalata da: Alberto

Fonte: la Repubblica

La notizia: La Fondazione Ant, l’onlus nata 40 anni fa a Bologna  per iniziativa dell’oncologo Franco Pennuti, presta assistenza gratuita a 4.000 malati di cancro, cui offre cure specialistiche e assistenza domiciliare. L’anniversario sarà festeggiato con numerose iniziative in tutta Italia

Commento: E’ stata una rivoluzione copernicana quella con la quale i medici della fondazione Ant hanno affrontato il problema che affligge in Italia ogni anno 370 mila nuovi ammalati di tumore (dato del 2017), che spesso soffrono situazioni di abbandono: portare direttamente a casa del malato l’assistenza di medici, infermieri, psicologi e operatori igienici che sollevano i pazienti e i loro famigliari dal peso della gestione di malattie croniche e dalle incombenze che gravano su di loro.

Oltre all’attività assistenziale quotidiana, la Fondazione ha una ricca offerta di progetti di prevenzione oncologica gratuiti, di formazione, di ambulatorio mobile e di ricerca, grazie ai quali sono stati curati finora 170.000 pazienti

Tra le molte iniziative che la fondazione organizzerà in Italia quest’anno è da segnalare il bando Sprint4Ideas, una call aperta a tutti per idee innovative da applicare al modello assistenziale.

Insieme a questa saranno lanciati molti eventi celebrativi, con concerti, Gran Galà ed una festa che riunirà a FICO Eataly World 500 volontari da tutte le delegazioni di Art.

La Fondazione si finanzia prevalentemente con donazioni (offerte di cittadini, lasciti, 5×1000) e solo per il 15% con finanziamenti pubblici. In ogni caso un’assistenza, prestata gratuitamente, costa in media 30 o 40 euro al giorno contro i 240/ 700 euro che costa allo Stato un malato ricoverato in una struttura per cure palliative o in ospedale.

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Approfodimenti:

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2018/05/08/cure-gratis-a-casa-per-malati-gravi–modello-vincente32.html

 

https://ant.it/

“TréntaMI; ZONA 30 Gente Contenta”: sperimentazione di mobilità dolce a Milano

la notizia:  in questi giorni  Genitori Antismog e FIAB Ciclobby Onlus con la consulenza di Matteo Dondé e con la collaborazione di Comune di Milano | Palazzo Marino organizzano “TréntaMI; ZONA 30 Gente Contenta“, un modo per sperimentare dal vivo la moderazione del traffico con la partecipazione dei cittadini.
Per quattro giorni, dal 10 al 13 maggio, nell’area delle vie Don Bosco, via Scrivia, via Tagliamento (zona Corvetto) si può toccare con mano cosa vuol dire una zona 30. La sistemazione dell’area interessata è stata modificata provvisoriamente ricreando quella che potrebbe essere la sistemazione definitiva (si tratta di una delle potenziali aree previste nel piano del Comune): riduzione del tracciato viario con chicanes per ridurre la velocità delle auto, creazione di parcheggi a pettine invece dei parcheggi disordinati e abusivi attuali (non si perdono posti auto rispetto a quelli attuali regolari),creazione di spazi verdi con panchine e tavoli ove la gente può sostare e chiacchierare tranquillamente.

dove:        Milano, zona Corvetto   WhatsApp-Image-2018-05-10-at-12.55.351

 

segnalata da:   Gianni

 

fonte:  diretta

commento:  Per la presentazione dell’iniziativa e il coinvolgimento della cittadinanza sono stati organizzati tre incontri che si sono svolti nella sede del Municipio 4.    Cosa significa moderazione del traffico?   Non significa banalmente far andare più piano le auto (si tenga presente che in città la velocità media utile è spesso inferiore ai 10 km/h), quanto invece affrontare il problema della qualità degli spazi pubblici urbani.
La ZONA 30 è uno strumento efficace per riqualificare lo spazio pubblico e incentivarne gli usi: con la trasformazione di una strada urbana in ZONA 30 aumentano gli spazi pedonali; migliora la convivialità sulla strada; la circolazione diventa più fluida e i negozi di quartiere hanno “parcheggiate” davanti alle vetrine…le persone!        Questo in sintesi è il perché di: “ZONA 30 gente contenta”!

La sperimentazione è stata completamente pagata da sponsor. Il Comune ha messo a disposizione la vigilanza urbana. La manodopera per la trasformazione provvisoria è stata fornita dalle associazioni promotrici.

Si tratta di un modello di sperimentazione mirato a far toccare con mano alla gente di come potrebbero migliorare le cose per tutti con piccoli interventi mirati. E’ un modello replicabile in altre zone di Milano, come ha detto l’assessore Granelli alla conferenza stampa del 10 maggio, all’inaugurazione delle sperimentazione.

Parlando con la gente si vede come da parte di molti ci sia consenso per soluzioni che rendano più vivibile la città anche se permane spesso un senso di scetticismo verso ogni modifica e una percentuale significativa che dice che “queste cose in Italia non si possono fare”.

Dobbiamo ricordarci però quante persone erano contrarie alla pedonalizzazione di corso Vittorio Emanuele, di via Dante o di corso Como a suo tempo…   Chi tornerebbe indietro oggi?

Per chi volesse andare a vedere ..la manifestazione dura fino a domenica  13 maggio..

link a:  

http://thesubmarine.it/2018/05/11/zona-trenta-al-via-la-sperimentazione-nel-quartiere-corvetto/

http://www.ciclobby.it/cms/

http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/news/salastampa/comunicati_stampa/archivio_2018/comunicati_maggio_2018/corvetto_sperimentazione_zona_30

Il “bibliomotocarro” che porta la biblioteca nei piccoli borghi

la notizia:      Nel cuore della Basilicata c’è un maestro in pensione che non ha mai smesso di insegnare. Ogni giorno esce di casa e gira in lungo e in largo per tutta la regione, spesso spingendosi anche oltre. Destinazione, le scuole di mezza Italia. “I miei libri hanno messo le ruote per arrivare a migliaia di giovani”, racconta Antonio La Cava, per tutti il maestro La Cava.

dove:    Basilicata                        download (1)

segnalata da:   Ileana e Gianni

 maggio 2018

 fonte: il programma di Rai3 “quante storie”  e la stampa nazionale

commento:  Nato a Ferrandina, un  paesino nel cuore della Basilicata a trentacinque chilometri da Matera, Antonio ha un’energia travolgente. La sua Ape usata, acquistata nel 2003 e trasformata in una biblioteca itinerante, può ospitare fino a 700 libri. L’arrivo dell’Ape carica di libri viene annunciato a suon di musica. Antonio raggiunge i bambini nei luoghi più frequentati, come i campetti da gioco e le piazzette. Così è riuscito a prestare in media 450 libri alla settimana. “Giro i centotrenta comuni della provincia di Matera, ma anche quelli della Puglia e della Campania.  Questo avviene da quasi 18 anni.

Dice Antonio:  “Come cittadino e come maestro mi amareggiava l’idea di invecchiare in un Paese di non lettori. Perché è questo è un rischio che corriamo. Il bibliomotocarro nasce per richiamare l’attenzione su questo pericolo: non possiamo fare a meno della gioia, dell’attualità, della forza di un libro. Al netto dell’insostituibile presenza delle nuove tecnologie, che sono fondamentali per capire il senso del mondo”.

“Per la stragrande maggioranza trasporto libri per i giovani e i bambini. Le attività sono rivolte alle scolaresche, ma io mi fermo anche agli angoli delle strade e regalo i libri della vecchia scuola elementare anche alle persone che hanno abbandonato la scuola. Ed è bello rimettere i libri di scuola tra le mani di queste persone. E come se si riannodasse un filo spezzato”.

“Quello che dico ai giovani è di superare la solitudine e l’indifferenza. E poi credere nelle proprie idee, soprattutto se si ha tra le mani un’idea vincente. Non arrendersi mai”.

vedi il video tratto da “quantestorie” del 9  maggio: https://www.facebook.com/Il-Bibliomotocarro-498097456919875/

link anche a:  

https://www.ilbibliomotocarro.com/

http://bari.repubblica.it/cronaca/2017/03/09/news/basilicata_al_via_il_tour_del_bibliomotocarro_i_nostri_libri_a_domicilio_nei_comuni_senza_biblioteche_-160166364/

http://www.ilcambiamento.it/articoli/bibliomotocarro

http://www.repubblica.it/next/2014/04/07/news/il_maestro_in_pensione_e_il_suo_bibliomotocarro_l_ho_messo_in_moto_per_salvare_i_giovani_e_la_lettura-82941863/

Bandita la plastica monouso dalle Isole Tremiti

dove: Isole Tremiti   cq5dam.web.738.462

29 aprile 2018

segnalata da: Alberto

Fonte:  Il Fatto Quotidiano, il Giornale, la Repubblica, ilCorriere della Sera,Sky Tg24, Rai TG1

la notizia: Il Sindaco delle Isole Tremiti ha emesso un’ordinanza con la quale, a partire dal 1° maggio di quest’anno, sarà vietato ai residenti, ai turisti ed ai commercianti dell’arcipelago di utilizzare stoviglie di plastica monouso, per proteggere il mare delle Diomedee dall’inquinamento della microplastica. Le multe per i trasgressori potranno arrivare fino a 500 euro.

Il Commento: la causa di questa coraggiosa iniziativa sarebbe da catalogare, in verità, come una pessima notizia. L’intervento del Sindaco Antonio Fentini , infatti, trae origine dai risultati allarmanti di una ricerca del CNR di Genova, che ha rivelato come il mare delle Isole Tremiti sia interessato da una concentrazione di microplastiche inquinanti tra le più alte d’Italia, nonostante che l’area rientri entro i confini del Parco del Gargano e sia protetta come riserva naturale. Il Sindaco annuncia che a questo provvedimento (divieto di utilizzo di stoviglie monouso ovvero niente piatti per i picnic, bicchieri, coltelli e forchette, contenitori monouso in genere) ne faranno seguito altri, che introdurranno divieti e restrizioni anche nell’uso delle bottiglie di plastica e del polistirolo. Al di là dei risultati pratici che questo intervento pionieristico potrà recare nel mare delle Tremiti, appare quanto mai importante l’esempio che Fentini ha dato a tutti i sindaci dei comuni che si affacciano sul nostro mare e a cui egli stesso si appella affinché seguano il suo esempio, contribuendo fattivamente ad arginare un fenomeno sempre più preoccupante, nella speranza che laddove non funzionano gli appelli alla buona educazione ed alla sensibilità ambientale siano più efficaci i divieti e le sanzioni che il Sindaco intende appliccare con rigore.

per approfondimenti si segnano i seguenti Link:

https://tg24.sky.it/ambiente/2018/04/29/isole-tremiti-vietati-contenitori-plastica.html 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/29/tremiti-dall1-maggio-vietate-le-stoviglie-di-plastica-ai-trasgressori-sanzioni-fino-a-500-euro/4323521/

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/isole-tremiti-sindaco-vietato-utilizzare-contenitori-1520753.html

http://bari.repubblica.it/cronaca/2018/04/29/news/i_contenitori_di_plastica_vietati_alle_isole_tremiti-195114252/

http://www.nationalgeographic.it/ambiente/2018/04/30/news/dal_primo_maggio_plastica_vietata_alle_isole_tremiti-3961245/