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I dipendenti Samsung ripuliscono il parco Baden-Powell

dove: Milano          64b07519-79cc-4006-940e-05da083e1656

 

Luglio 2018

 

segnalata da: Alberto

 

Fonte: Vanity Fair, il Giorno

la notizia: Al posto di andare in ufficio, 250 dipendenti, impiegati, quadri, dirigenti e top manager della filiale Samsung di Milano, si sono dati appuntamento per ripulire l’area verde  del parco Baden-Powell dai graffiti che la deturpavano. Un progetto di volontariato, promosso dall’associazione Retake Milano, che si occupa attivamente, attraverso interventi di “cleaning”, di ripulire i muri imbrattati della città. L’iniziativa fa anche parte dei programmi di responsabilità sociale di Samsung, pensati per il benessere di tutta la comunità.

Il Commento: il giardino in zona Navigli è stato riqualificato in collaborazione con Retake Milano, che ha lanciato l’iniziativa Retake Baden Powell con il patrocinio del Comune. Retake Milano è un’associazione onlus di cittadini volontari che si pone come obiettivo il miglioramento della qualità della vita attraverso interventi di riqualifica e valorizzazione dell’area metropolitana di Milano.Il progetto è stato reso possibile, però, dalla disponibilità dei dipendenti della  Samsung, che hanno lavorato all’opera di pulizia nell’ambito del progetto SAVE, (Samsung Volunteer Employee), programma aziendale che coinvolge tutta l’azienda, con l’obiettivo di partecipare a progetti concreti per il bene comune. L’azienda misura il suo successo non solo in base al fatturato ai traguardi di business, ma anche rispetto al contributo che riesce a dare per migliorare la società e arricchire la vita delle persone attraverso progetti di responsabilità sociale pensati per il benessere di tutta la comunità. Le attività di volontariato ne fanno parte: sono una parte importante dei programmi di sostenibilità dell’azienda.

 

Link:

http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/vivicitta/verde/parchi/parco_baden_powell

https://blog.urbanfile.org/2017/10/09/xxxmilano-navigli-lo-scempio-che-e-il-parco-baden-powell-5-anni-dopo/

https://www.vanityfair.it/mybusiness/news-mybusiness/2018/07/12/volontariato-dipendenti-samsung-riqualificazione-parco-baden-powell-milano

https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/foto/parco-baden-powell-1.4035228

http://www.retakemilano.org/

L’Azienda di servizi di Firenze che assume solo disoccupati ultracinquantenni

Dove: Firenze                   http _o.aolcdn.com_hss_storage_midas_662407570eea5d551d3c462197276498_206726032_Cattura

 

Ottobre 2018

 

Segnalata da: Alberto

 

Fonte: La Nazione, Leggo, Vanity Fair, la Repubblica

 

La notizia:  “ Mr.Kelp “ è un’azienda di servizi toscana che si occupa di offrire pulizie e piccole riparazioni. Ciò che la rende speciale è che i suoi titolari hanno deciso di assumere solo disoccupati ultracinquantenni a cui offrono, peraltro, solo contratti di lavoro a tempo indeterminato.

 

Commento: E’ certo singolarmente positiva l’iniziativa dei proprietari di Mr.Kelp che hanno dimostrato una sensibilità insolita nei confronti delle problematiche di coloro che, giunti ormai ad un’età che il mondo del lavoro esclude di norma dall’accesso a nuovi impieghi, subiscono più di altri gli effetti della crisi, trovandosi senza occupazione quando ancora l’età della pensione è assai lontana e le energie fisiche e mentali li rendono ancora abili all’attività lavorativa. Viene posto sempre in primo piano, giustamente, il problema della disoccupazione giovanile, ma occorre avere la giusta attenzione alle problematiche di chi perde il lavoro ad età avanzata e spesso risulta ancora più emarginato e vulnerabile delle giovani leve. Va dato il giusto merito ai titolari di questa azienda che hanno operato in controtendenza, offrendo una nuova opportunità e una speranza nel futuro a questi “giovani-vecchi”.

 

Per approfondimenti sono utili i seguenti link:

https://www.vanityfair.it/mybusiness/news-mybusiness/2018/10/10/mr-kelp-lazienda-che-assume-solo-50-crisi-lavoro

https://www.leggo.it/italia/cronache/azienda_assume_ultracinquantenni-4027724.html

https://www.huffingtonpost.it/2018/10/10/mr-kelp-lazienda-di-firenze-che-assume-gli-ultracinquantenni-sconfitti-dalla-crisi_a_23556443/

http://www.mrkelp.it/

OCEAN CLEANUP, AL VIA IL SUPER PROGETTO PER RIPULIRE GLI OCEANI

la notizia:      Dopo anni di progettazione al via la missione dell’ Ocean Cleanup Project, il sistema ideato per la pulizia e rimozione della plastica negli oceani. Al via questo 8 settembre il super progetto ideato per ripulire gli oceani dalla plastica. Dopo oltre cinque anni di sviluppo il sistema automatico di raccolta dei rifiuti oceanici è pronto alla prova a mare. Se la tecnologia dovesse funzionare come sperano gli esperti, potrebbe essere la prima di una «flotta» galleggiante destinata alla pulizia delle acque marine.

Dove e quando:   partenza da S Francisco verso il centro del Pacifico ieri 8 settembre

segnalata da:   Gianni     r0b7N6B8

fonte:  TG1 e la stampa in generale

commento:  Secondo le stime, al ritmo attuale, entro il 2050 negli oceani della Terra ci sarà più plastica che pesci. Ma non è solo un problema estetico o di navigazione: la plastica scomponendosi in piccoli frammenti viene inghiottita dalla fauna marina e finisce nella catena alimentare arrivando fino all’Uomo. Nel tentativo di quantomeno arginare il problema il sogno del giovane Boyan Slat, una gigantesca scopa galleggiante, è diventata finalmente realtà.  La sfida è partita ieri da San Francisco dopo cinque anni di test e ha iniziato il suo viaggio verso l’Oceano Pacifico all’assalto della Grat Pacific Garbage Patch, l’isola di rifiuti tra Hawaii e California grande tre volte la Francia. Ocean Cleanup, così si chiama il progetto, è stato immaginato nel 2013 quando Slat aveva 18 anni.  L’Ocean Array è un sistema di barriere galleggianti della lunghezza di due chilometri che sfrutta le correnti oceaniche, il vento e la forza delle onde per muoversi autonomamente. Le barriere possiedono delle «gonne» che si estendono sotto la superficie dell’acqua per raccogliere anche la plastica sommersa. Grazie alla sua conformazione, il sistema assume una forma ad «U» mentre si muove, consentendo così di incanalare la plastica verso il centro. Periodicamente navi di supporto intervengono per rimuovere la plastica accumulata e riportarla a terra dove verrà riciclata.   images

La associazione di Slat ha raccolto oltre 30 milioni di dollari di donazioni provate. Rispetto al progetto iniziale, il maxi tubo è stato reso più resistente al vento e alle onde. La struttura ad U è composta oltre che dal tubo, anche da un pannello rigido sottostante che ha lo scopo di raccogliere i frammenti di plastica sotto la superficie dell’acqua. “Sembra tutto a posto per il lancio di sabato di Ocean Cleanup, Great Pacific Garbage Patch, arriviamo”, ha scritto su Twitter Boyan Slat nei giorni scorsi. La missione si può seguire sul sito theoceancleanup.com, dove al momento c’è un orologio che segna il countdown all’operazione.

Se tutto dovesse funzionare come previsto altre 60 «scope galleggianti» sono pronte per venire varate in diverse località particolarmente inquinate entro il 2020. L’ambizioso progetto punta a ridurre del 50% la Great Garbage Patch entro cinque anni e del 90% entro il 2040.

Ovviamente questo, se funziona e sarà portato a compimento, è un sistema per rimediare al danno. La vera soluzione sarebbe evitare la dispersione della plastica nell’ambiente, per la quale alcune iniziative sono già state avviate anche dall’Unione Europea.  Qualcosa comunque si muove.

vedi i video (anche il secondo): https://www.youtube.com/watch?v=8K5isWrsDjY

link a:  https://www.theoceancleanup.com/

https://www.innaturale.com/ocean-cleanup-al-via-il-super-progetto-per-ripulire-gli-oceani/

https://www.corriere.it/esteri/18_giugno_14/boyan-slat-ocean-cleanup-pulizia-oceano-d294d190-6f46-11e8-a02e-ff9bef420dad.shtml

https://www.luinonotizie.it/2018/09/07/da-maccagno-a-san-francisco-domani-parte-lavventura-di-roberto-per-ripulire-loceano-dalla-plastica/192287

Rondine Cittadella della Pace

l’informazione:      Rondine Cittadella della Pace : in un piccolo borgo vicino ad Arezzo cresce la cultura della Pace

dove:  Corriere della Sera inserto # buonenotizie  RONDINE_2

notizia del:   20 febbraio 2018

segnalata da:   Elvira

commento:  Ho scoperto Rondine per caso, nei viaggi verso e da Roma, dai finestrini del treno. Rondine è un piccolo borgo medievale che sorge sulle rive del fiume Arno, a pochi chilometri da Arezzo, immerso nella Riserva Naturale di Ponte Buriano e Penna. Venendo da Firenze ci si può accorgere di essere nelle sue vicinanze per il paesaggio incredibile, ricco di calanchi. Poi di colpo appare il piccolo borgo su di uno sperone di roccia, a strapiombo sul Tevere.

Solo nel 2004 ho scoperto che l’incanto racchiudeva un’esperienza unica: l’accoglienza di ragazzi provenienti da tutto il mondo da paesi in guerra, per una convivenza che possa aprire alla conoscenza reciproca e alla pace.  RONDINE_3

 

Approfondimento

Il borgo, risalente all’anno 1000, accanto all’omonimo castello, è stato nel corso dei secoli abbandonato. Fino al 1977, quando l’allora vescovo di Arezzo, Telesforo Cioli, decide di affidare la rinascita di quelle poche case – nonché dell’annessa chiesa dei Santi Pietro e Paolo – ad alcune giovani famiglie della zona. A questo primo nucleo si uniscono via via altre piccole comunità che pian piano trasformano Rondine in un luogo di accoglienza per persone in difficoltà.

Nel 1997 nasce l’Associazione “Rondine Cittadella della Pace” grazie al coraggio di Franco Vaccari – professore e psicologo riconosciuto a livello internazionale per la sua opera di mediazione del conflitto –, ispirata non solo a La Pira, ma anche alla piccola Barbiana di Don Milani e ai grandi fautori del pensiero di educazione alla pace: un luogo dove i nemici potessero conoscersi per vedere la persona al di là di barriere e nazionalità.

L’associazione Rondine Cittadella della Pace è stata candidata al Nobel per la Pace 2015, e da vent’anni lavora per favorire la promozione del dialogo e la risoluzione del conflitto a tutti i livelli: da quello interpersonale a quello politico, armato e internazionale.

Un lavoro che si rivolge soprattutto ai giovani italiani e stranieri, proponendo progetti che promuovono il confronto, il dialogo e la formazione a diversi livelli.

I ragazzi di tutte le nazionalità possono frequentare il quarto anno di scuola superiore, oppure partecipare alla “World House”, un programma di studentato internazionale rivolto a giovani provenienti da Paesi in guerra. Arrivano a Rondine e ci restano per almeno due anni a studiare, per conseguire una laurea o un master. Poi tornano a casa, dove al termine di questo periodo di formazione e impegno civile, vengono invitati a diventare “agenti del cambiamento”, ciascuno nel proprio contesto lavorativo o sociale.

L’obiettivo è incoraggiare il cambiamento sociale attraverso la costruzione di relazioni costruttive e tramite azioni concrete sui territori di provenienza.

Una formazione per i leader di domani? Speriamo!

link a:  

http://rondine.org/chi-siamo/

Video:

https://www.youtube.com/watch?v=4hEpC4a6eAc

leggi anche: una rondine per la pace

la città del libro

l’informazione:      Settecento abitanti e 13 librerie BECHEREL

dove:     Bécherel (Francia)

 

notizia del:   28 luglio 2018 – la Repubblic – Fuoricampo

 

segnalata da:   Elvira

 

commento:  Due terzi delle case erano state abbandonate. Poi Yvonne, Colette e Catherine hanno scommesso su Bécherel e il paesino è diventato la “Città del libro”. Giornate a tema, incontri culturali, letture serali attirano visitatori da tutta la Francia. Oggi Bécherel ha una libreria ogni 50 abitanti. Un’utopia nata trent’anni fa, oggi diventata un punto di riferimento per gli appassionati del libro.

approfondimento:    BECHEREL_1

La città del Libro è un’utopia nata da tre donne: Yvonne, la suocera Colette, la cognata Catherine. Avevano sentito parlare di borghi rivitalizzati all’estero grazie alle librerie, come Hay-on-Wye nel Galles e Redu in Belgio. “Ci siamo dette: perché non qui? Non era solo una scelta di vita ma un gesto politico”, ricorda Yvonne che è anche assessore alla Cultura del comune. “Non volevamo solo riportare attività economica nel borgo ma creare un senso di comunità su nuovi valori”.

Nessuno ci avrebbe scommesso. Già allora le librerie facevano fatica in città, figurarsi in campagna. Attirare lettori sino in fondo alla valle affacciata sul Rance, il fiume che attraversa l’ovest della Bretagna? È andata proprio così. Yvonne, Colette, e Catherine si sono lanciate, nel giorno di Pasqua del 1989, con un grande mercato di bancarelle di libri che ancora oggi si ripete ogni domenica. Il successo è stato tale che sono nate le prime due librerie. A poco a poco, Bécherel ha ricominciato a popolarsi. Sono arrivati fondi pubblici, riconoscimenti internazionali.

L’anno prossimo la città del libro compirà trent’anni. Nuove librerie hanno aperto, altre hanno chiuso o sono passate di mano, hanno affrontato il cambiamento del mercato con l’ingresso delle nuove tecnologie, confrontandosi con sempre nuove sfide.

link a:  https://viaggi.corriere.it/viaggi/weekend/weekend-in-bretagna-alla-scoperta-di-becherel-la-citta-del-libro/

leggi anche:   BECHEREL_PAG 1  ,  BECHEREL_PAG 2 , BECHEREL_PAG 3

VEDIAMOCI SOLIDALI

dove:  Quartiere Figino, periferia ovest di Milano     VediamociSolidali-Logo

notizia del:   Luglio 2018

segnalata da:   GRAZIA

commento:  Si puo’ vedere con gli occhi, ma si puo’ vedere certamente anche con il cuore, a volte basta cosi’ poco per aiutare gli altri.

Possiamo dire che questa splendida iniziativa “Commercio Isee Amico” – nata nel quartiere Borgo Sostenibile di Figino, alla periferia ovest di Milano – “VEDE OLTRE”.

Si perché, la cooperativa nasce proprio per offrire servizi di ottica alle fasce più deboli, dagli anziani ai disabili e alle famiglie in difficoltà.

Il  pensiero che la ispira, è infatti quello di far pagare il prodotto in base alle fasce Isee, per poter riuscire a servire sempre tutti i clienti, senza esclusione alcuna.

Fino ad ora i clienti che ne hanno utilizzato il servizio si sono tutti dichiarati soddisfatti e felici dell’iniziativa.

Link a:

https://milano.corriere.it/notizie/cronaca/18_luglio_16/milano-dall-ottico-si-va-l-isee-sconti-redditi-bassi-efe76a7a-88d0-11e8-b6ba-4bfe4aefe0a3.shtml

http://www.figino.net/news.php?item.79.6

http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/586622/Nasce-il-Commercio-Isee-Amico-il-prezzo-dipende-dal-reddito-di-chi-acquista

http://www.cooperativalamusa.it/vediamocisolidale/

https://www.milanopost.info/2018/07/17/occhiali-solidali-con-sconto-in-base-allisee-o-regalati-a-milano-figino/

approfondimento:    Occhiali-solidali-con-sconto-in-base-allIsee-a-Milano-Figino

La cooperativa sociale “Vediamoci solidali”, è nata nel quartiere Borgo Sostenibile di Figino, alla periferia ovest di Milano, gestisce un negozio di ottica e ha lanciato il progetto “Commercio Isee Amico”.
Significa che per  le prime quattro fasce di Isee, fino a circa 9 mila euro di reddito annui, i prezzi sono determinati sulla effettiva possibilità delle persone di pagarli.

Quindi ogni prodotto, anche gli occhiali più costosi, hanno un prezzo corrispettivo e proporzionato per queste fasce Isee. Per esempio, un occhiale che a listino costa 500 euro, con la certificazione Isee scende intorno ai 150 euro. Il cliente sceglie quello che vuole, sulla base di ciò che gli piace o di quel che puo’/vuole spendere –  Se ovviamente sceglie un occhiale piu’economico, il prezzo che paghera’ sara’ ancora piu’ basso.
La cooperativa pensa di poter replicare questo progetto anche in altri settori del commercio perché potrebbe essere un modo di  dare un servizio a tutti , senza che il gestore del  negozio ci perda economicamente, anzi, cosi facendo , riuscendo  a coprire i costi sostenuti e avere anche  un minimo margine di guadagno.

Il  progetto non è finanziato con fondi esterni, ma sta in piedi da solo. È un modo diverso di vedere il commercio e gli scambi economici.

I clienti che ne hanno usufruito, sono usciti dal negozio sempre soddisfatti.

La cooperativa è nata per offrire servizi di ottica alle fasce più deboli, dagli anziani ai disabili alle famiglie in difficoltà. La clientela, ovviamente, è molto più ampia, ma il pensiero è quello  che un negozio debba riuscire a servire tutti, nessuno escluso. Nella mission di Vediamoci solidali c’è anche l’idea di creare una catena di negozi in cui si trovino (come in quello di Figino) occhiali di artigianato a filiera corta, realizzati utilizzando materie e competenze italiane. Quindi niente grandi marchi, ma occhiali di qualità realizzati in Italia da piccole aziende, “attente ai materiali utilizzati, allo smaltimento degli scarti e alle condizioni di lavoro dei dipendenti”.

 

E la plastica raccolta nel fiume diventa un’isola verde per la città

l’informazione:    E la plastica raccolta nel fiume diventa un’isola verde per la città 

dove:  la Repubblica                         RECYCLED_PARK

notizia del:  20 luglio 2018

segnalata da:   Elvira

commento:  Il costante inquinamento da plastica è un grande problema che riguarda tutti i mari. È un inquinamento che deriva da quello che fiumi e canali scaricano in mare.

È quello che hanno notato i ragazzi della no profit Recycled Island Foundation di Rotterdam che hanno deciso di agire prima che fosse troppo tardi, andando direttamente alla fonte: dovevano impedire ai detriti di arrivare fino al Mare del Nord.

Nell’arco di 18 mesi hanno tirato via 9mila chili di detriti di plastica dai fiumi, li hanno riciclati e infine trasformati in un parco galleggiante costruito con i materiali recuperati – il Recycled Park appena inaugurato – che potrebbe contribuire a salvare l’ecosistema fluviale cittadino.                 RECYCLED_PARK_1

approfondimento: 

 Coinvolgendo studenti dell’Università di Rotterdam, Comune, governo e dozzine di sponsor, il primo passo è stato quello di realizzare delle trappole. Tre speciali piattaforme fluttuanti, costate 50 mila euro l’una, in grado di fungere da filtri, piazzate dai volontari in posizioni strategiche sull’importante fiume Mosa, 950 chilometri d’acqua che scorrono dalla Francia ai Paesi Bassi.

Le piattaforme sono in grado di bloccare grandi quantità di bottiglie, sacchetti, contenitori per detersivi e pezzi di polimeri di ogni tipo. La plastica catturata, grazie all’aiuto dei giovani ricercatori dell’Università di Wageningen, è stata trasformata in grandi blocchi esagonali, da due metri per lato, unibili fra loro tramite bulloni in un sistema a “nido d’ape”, come fossero mattoncini di Lego.

I primi di luglio queste isole esagonali green sono state piazzate sul fiume Nieuwe Maas dando vita agli iniziale 140 metri quadri (in totale saranno 1500) del primo parco galleggiante cittadino.

Un processo circolare e sostenibile che ha del meraviglioso: da pericolosi scarti inquinanti i detriti sono diventati strutture che potranno fungere da panchine o luoghi di incontro per le persone, ma anche da “case” per preservare l’ecosistema.

Tenendo conto che secondo le stime il 90% della plastica degli oceani proviene proprio dai fiumi, l’idea dei ragazzi di Rotterdam ha subito entusiasmato altri paesi decisi a lottare contro lo stesso problema.

In Indonesia, ad Ambon, il team olandese sta già piazzando nuove trappole per cominciare a raccogliere rifiuti. Ad agosto invece toccherà a Bruxelles e poi ad Amsterdam.

“Tutti possiamo fare qualcosa per l’ambiente, in primo luogo riciclare. Ma se ormai il danno è fatto”, spiega il coordinatore del team Ramon Knoester, “ricordiamoci sempre una cosa: recuperare i rifiuti nei fiumi, primi che arrivino in mare aperto, è molto più facile che catturarli dopo, quando diventano microplastiche invasive e letali”.

È quello che sta cercando di fare la Fondazione Sviluppo Sostenibile in Italia.

L’”operazione prevenzione” contro i rifiuti in mare comincia dal Po l’“operazione prevenzione”. Il principale corso d’acqua italiano che attraversa tutto il Settentrione toccando 4 regioni e 13 province, contribuisce, infatti, a far dell’Adriatico il mare italiano con la maggiore presenza di rifiuti. Il Progetto pilota “Il Po d’AMare”, predisposto dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Corepla e Castalia, realizzato grazie al coordinamento istituzionale svolto dall’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po e con patrocinio del Comune di Ferrara e dell’AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po) – prevede tecniche innovative per intercettare i rifiuti presenti nelle acque fluviali e, per quanto riguarda le plastiche, operare la loro selezione ed avviarle al riciclo. Una metodologia che in futuro potrebbe essere estesa a tutti i principali fiumi italiani e replicata anche in altri Paesi. Il Progetto pilota, uno dei primi al mondo a prevedere interventi di questo tipo, può contribuire così a rafforzare e implementare le misure del piano di azione nazionale per la prevenzione e la mitigazione dei rifiuti marini e anticipare le nuove direttive sulla circular economy che   prevedono impegni precisi anche per la riduzione dei rifiuti marini.                      TRAPPOLA_CATTURA_RIFIUTI

l Progetto. La raccolta dei rifiuti galleggianti prevista dal progetto pilota è quella messa a punto da Castalia nell’ambito del progetto “Seasweeper”, attraverso l’installazione di un dispositivo di raccolta composto da barriere in polietilene che intercettano, selezionano, intrappolano e infine raccolgono la plastica galleggiante e altri rifiuti trasportati dal fiume. Il sistema di barriere non interferisce con la flora e la fauna del fiume, in quanto la raccolta viene eseguita solo nella parte superficiale della colonna d’acqua. Piccole barche “Sea hunter” raccolgono i rifiuti, in prevalenza plastica, materiali legnosi e canne e li portano a riva dove vengono raccolti in cassoni che saranno trasportati presso l’impianto Transeco a Zevio (VR), a circa 75 km di distanza, dove avverrà una prima separazione delle diverse frazioni del rifiuto, con la selezione della componente plastica da inviare a successivi trattamenti e lo smaltimento della frazione estranea non recuperabile. Il rifiuto plastico verrà poi inviato al centro di selezione D.R.V. (località Torretta a Legnago –VR-), un centro di selezione Corepla capace di suddividere, mediante una rete di lettori ottici, gli imballaggi in plastica delle diverse frazioni polimeriche per l’avvio al riciclo o al recupero energetico.

La barriera anti-marine litter è stata realizzata nel tratto del fiume Po in località Pontelagoscuro (Comune di Ferrara) a 40 km dalla foce così da consentire una stima dei rifiuti presenti lungo quasi l’intero corso del fiume. I costi di questo progetto pilota – che avrà una durata di circa due mesi – per le operazioni di raccolta, trasporto, selezione, recupero e riciclo dei rifiuti con l’obiettivo di valutare la possibilità di costruire una vera filiera sono interamente coperti da Castalia e Corepla, a conferma dell’impegno per la tutela dell’ambiente, per nuove attività di Ricerca & Sviluppo, per una reale circular economy.

link a:  

http://www.repubblica.it/ambiente/2018/07/19/news/e_la_plastica_raccolta_nel_fiume_diventa_un_isolotto_per_la_citta_-202209038/

http://www.tgcom24.mediaset.it/2018/video/rotterdam-ecco-recycled-park-il-parco-galleggiante-realizzato-con-plastica-riciclata_3078973.shtml

https://design.fanpage.it/recycled-park-il-parco-galleggiante-di-rotterdam-creato-coi-rifiuti-di-plastica-riciclata/

premiata con la Rosa Camuna della Regione Lombardia l’Associazione delle vittime della strada

La notizia: Martedi 29 maggio 2018 l’ A.I.V.I.S. Associazione Italiana Vittime e Infortuni della Strada – Onlus, ha ricevuto il Premio ROSA CAMUNA dalla Regione Lombardia. Premiata per l’impegno profuso nei confronti delle vittime della strada e delle loro famiglie, per l’assistenza legale gratuita loro offerta, per il sostegno morale e per l’operosità posta in essere al servizio della prevenzione .
Ha ritirato il premio la Presidente di A.I.V.I.S. dott.ssa Manuela Barbarossa accompagnata dal Vicepresidente di A.I.V.I.S. Avv.to Giuseppe Bellanca.   vittime_della_strada

Dove: Milano

Quando: 29 maggio 2018

Segnalata da: Alberto

Fonte: la Voce Metropolitana, MilanoToday

Commenti: “Un riconoscimento simbolico importantissimo per tutta l’Associazione , che premia i volontari, i soci, i collaboratori , chi si è in tutti questi anni impegnato con A.I.V.I.S. a favore delle vittime della Strada , non solo sostenendo e tutelando legalmente le famiglie delle vittime uccise sulla strada, ma anche i sopravvissuti con gravi disabilità” .
Abbiamo portato avanti importanti battaglie morali e legislative a tutela delle vittime della strada, ma anche a tutela dell’ambiente in relazione all’urbanistica, alla salute pubblica.
Ci battiamo per la tutela della biodiversità nell’ambito della sicurezza stradale , tutela degli animali, anch’essi troppo spesso vittime della strada e tutela del patrimonio naturalistico da costruzioni indiscriminate di strade commerciali, di svincoli, di autostrade incuranti della sicurezza stradale del cittadino e delle realtà territoriali, ci battiamo a favore delle fasce più deboli , i bambini, gli anziani, i pedoni e i ciclisti.”
hanno dichiarato la Presidente di A.I.V.I.S. , Dott.ssa Manuela Barbarossa e il Vicepresidente Avv.to Giuseppe Bellanca, intervistati all’uscita del Palazzo di Regione Lombardia .
L’ambìto e prestigioso Premio ROSA CAMUNA della Regione Lombardia segue l’Ambrogino d’Oro ricevuto da AIVIS dal Comune di Milano nel 2015.

“Siamo felici che le Istituzioni risconoscano il valore e l’impegno dell ‘Associazione AIVIS. Premiando noi, ciò che rappresentiamo, affermano la loro vicinanza morale alle vittime degli incidenti stradali che non vanno lasciate mai sole. ”
ha aggiunto la Presidente di A.I.V.I.S. Dott.ssa Manuela Barbarossa

nota: anche qui la vera “buona notizia” sarebbe che ci fosse di anno in anno un costante e deciso calo degli incidenti e dei morti sulle strade. Si deve dire che rispetto al 2001 il numero di morti sulle strade si è in effetti dimezzato,anche se purtroppo in questi ultimi anni il trend di diminuzione costante sembra essersi arrestato

Link:

http://www.milanotoday.it/eventi/associazione-aivis-riceve-il-premio-rosa-camuna.html

https://associazioneaivis.com/

Arte a Dakar

la notizia:      la biennale di Dakar (Senegal) mobilita centinaia di artisti da tutto il mondo e testimonia che anche nel Continente Africano, da noi conosciuto quasi esclusivamente per i suoi problemi, l’arte ha spazio di cittadinanza. Qui proponiamo l’opera (Moving-wooden-joist) di 2 giovani artisti italiani (Marta Fumagalli e Riccardo Pirovano) che è stata realizzata nell’ambito dei progetti speciali di questa manifestazione.

dove:        Dakar (Senegal)                dav

 

segnalata da:   Gianni con Marta e Riccardo

 

fonte: diretta dagli autori

 

commento:  Moving-wooden-joist è un’installazione site specific che si integra nel contesto urbano di Dakar assecondando le abitudini dei fruitori del luogo e riqualificandolo. Si tratta di una struttura organica costituita da centinaia di assi di legno riciclate da pallets che abbraccia un chiosco. Nel caso specifico l’opera funge anche da panchina pubblica per i taxisti in sosta, i venditori ambulanti, i meccanici e pulitori di taxi e i diversi avventori in attesa dei ‘carrapid’.

Moving-wooden-joists è un’opera ‘nomade’ che nasce in un capannone di stoccaggio di legname alle porte di Milano e sbuca sul Boulevard de la Gueule Tapée a Dakar in Senegal, nel cuore del quartiere Médina in uno degli incroci più pulsanti della città: il rond- point rue 6. La storia di questo mucchio di cantinelle di legno in movimento è proiettata nel monitor all’interno del chiosco, come una testimonianza naïf di un viaggio dall’Italia al Senegal attraverso vie periferiche e poco battute.

Moving-wooden-joist è un’opera realizzata per la 13esima Biennale dell’arte africana contemporanea (Dak’art 2018)| L’heure Rouge , nella categoria ‘Projets spéciaux’, all’interno del progetto Urbi dal titolo Mon super kilomètre. Questo lavoro è parte al più ampio progetto Mon super kilomètre, (:   https://www.monsuperkilometre.com/#modal-zone-3-artist-cible-60) una galleria a cielo aperto lunga un kilometro sul canal della Gueule Tapée, dove diversi artisti provenienti da tutto il mondo hanno esposto le loro opere e portato ciascuno il proprio messaggio attraverso linguaggi e tecniche differenti.

In Marta e Riccardo l’interazione con l’ambiente avviene tramite un approccio primordiale della materia organica e inorganica. La scelta dei materiali, le loro molteplici possibilità di assemblaggio e composizione si misurano ogni volta con l’instabilità e la mutevolezza delle circostanze.

Approfondimento : vedi   REPORT da Dakar

vedi il video del viaggio al seguente link : https://www.youtube.com/watch?v=ORvOO1bNWEo

link a:   https://www.monsuperkilometre.com/#modal-zone-3-artist-cible-60

http://biennaledakar.org/

http://jukai.org/

http://www.artribune.com/attualita/2016/05/biennale-senegal-dakar-arte-contemporanea-africa/

CAPACIXCAMBIARE: OPERAZIONE PARCO FALCONE, 2° EDIZIONE

la notizia: Gioia, Impegno e Azione: questi i sentimenti che hanno caratterizzato la giornata di sabato scorso, 26 maggio, dedicata alla cura e riqualificazione di Parco Falcone in ricordo del 26° anniversario dalla strage di Capaci. Numerosi i partecipanti che, pur appartenendo a realtà differenti, si sono uniti anche quest’anno al progetto“CapaciXCambiare” prendendosi cura di un’area comune a tutti e ricordando così, in maniera attiva, coloro i quali hanno saputo lottare fino alla fine con Dignità per difendere i propri principi.                      IMG-20180526-WA0085

proposta da: Nuova Acropoli Catania

dove: a Catania

commento: Ben 52 i volontari che hanno partecipato all’operazione: tra le associazioni Nuova Acropoli e CittaInsieme (promotori dell’attività), Asaec -Associazione Antiestorsione Catania, Whole – Urban Renewal, i Leo club Catania Gioeni, Catania Host, Catania Nord, Catania Est, Catania Bellini, Giardini Naxos Valle dell’Alcantara, Rotaract Catania Est; inoltre presente l’istituto Fermi-Eredia. Durante la mattina hanno avuto il piacere di aggiungersi e contribuire anche 10 cittadini, colpiti dal clima di entusiasmo e collaborazione con cui sono stati portati avanti alcuni lavori di ripristino e riqualificazione dell’area. Grazie all’impegno comune è stato possibile ripulire il parco Falcone, raccogliendo oltre 20 sacchi di immondizia; inoltre sono state ripristinate e verniciate 10 panchine, piantumate 3 piante, pitturati 200 mt di ringhiera e, parzialmente, i giochi per bambini. Ma il risultato più grande è senza dubbio l’aver risvegliato gli animi di molti cittadini, sia che siano stati attori che semplici spettatori; aver dato l’opportunità di essere parte attiva della città, ricordare l’importanza dell’impegno e della perseveranza ed essere stati esempio e ispirazione per molti altri. “È tempo di andare avanti non più confidando sull’impegno straordinario di pochi, ma con l’impegno ordinario di tutti.” -Giovanni Falcone.                                          P_20180526_102111

 

link a :  https://www.nuovaacropoli.it/

http://catania.mobilita.org/2017/05/18/capaci-x-cambiare-una-giornata-di-riqualificazione-del-parco-falcone/