IN UGANDA DIMINUISCE IL RISCHIO PER I GORILLA DI MONTAGNA

dove: Uganda, Rwanda      dian-fossey-6

dicembre 2018

segnalata da: Alberto

Fonte: National Geographic, Rivista Africa

La notizia: Una splendida notizia dall’Africa e dall’ambiente: il gorilla di montagna non è più in pericolo critico di estinzione. Ne ha dato notizia il Diane Fossey Gorilla Fund, l’associazione internazionale che si occupa della ricerca e della salvaguardia di queste scimmie antropomorfe. Certo, la specie resta sempre minacciata, ma l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura li ha spostati dal codice CR (pericolo critico) al codice EN, che identifica un rischio minore di estinzione.

Il commento: A 33 anni di distanza dalla tragica morte di Dian Fossey – la zoologa statunitense barbaramente uccisa proprio per il suo lavoro a tutela di questi primati – per la prima volta la fondazione dedicata alla sua figura e alla sua ricerca ha potuto festeggiare la buona notizia. Chi non ricorda il film “Gorilla nella nebbia”, interpretato dalla bravissima Sigurney Weaver, tratto dall’omonimo libro della valorosa zoologa, che descriveva l’emozionante avventura scientifica ed umana vissuta dalla Fossey a contatto con queste splendide creature della foresta. L’ondata di interesse creata da quella vicenda ha favorito un’attenzione tutta particolare per la vita dei gorilla di montagna che si è tradotta tra l’altro in un business turistico che ha dato le risorse necessarie ai  Paesi che li ospitano nelle foreste dei Monti Virunga per finanziare i costi dell’attività di conservazione e di vigilanza anti bracconaggio. Tutti i progetti e gli sforzi intrapresi in questi anni sono quindi valsi a qualcosa, così come il sacrificio di 175 persone tra ranger e difensori della natura che hanno lottato per proteggere i fragili gorilla e il loro ambiente fino a perdere la vita per mano dei bracconieri e gli sfruttatori delle risorse degli habitat africani. E’ bene ricordare che la zona dei gorilla si trova nell’epicentro di un’area geografica che negli ultimi decenni ha conosciuto conflitti e tragedie immani, come la guerra civile che ha contrapposto Hutu e Tutsi in Rwuanda, mentre ancora oggi la Repubblica Democratica del Congo è tutt’altro che pacificata. L’Uganda ospita tuttora, nei suoi campi profughi, 1 milione e quattrocentomila rifugiati, provenienti dal Congo, dalla Somalia a e dal Sud Sudan. E’ uno dei Paesi africani più impegnato su questo fronte e l’articolo della rivista Africa in allegato descrive bene la situazione drammatica di quella realtà. La tragedia dei profughi africani, di cui solo una minima parte si dirige verso le coste del nostro Paese, è il sintomo di una crisi crescente della realtà sociale ed economia che attraversa tutto il continente. Non paia inappropriato, in questo contesto, l’interesse che il mondo dedica alla protezione di una specie animale, la cui salvezza non è messa in confronto con quella delle vite dei milioni di africani che cercano di sfuggire alla guerra ed alla fame alla ricerca di una prospettiva di vita migliore. Ma anche i gorilla fanno parte di quello straordinario patrimonio di risorse naturali di cui il continente è ricchissimo e che, se gestito con sapienza, può offrire benefici alle popolazioni locali, come sta avvenendo ora nell’area dei Virunga. Un esempio di sostenibiità che, nel suo piccolo, regala una speranza di vita in più alle genti che vivono nella terra dei gorilla.

 

https://gorillafund.org/

https://www.africarivista.it/uganda-la-terra-dove-i-rifugiati-hanno-una-chance/131279/

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