Il “covo della ladra”, libreria indipendente a Milano

la notizia:      da 5 mesi è sorta una piccola libreria indipendente in via Scutari-angolo via Prinetti 40,zona via Padova.  Era il sogno di Mariana Marenghi, sogno che con tenacia è riuscita a realizzare ed ora è diventato punto di riferimento per il quartiere.

dove:        a Milano, zona via Padova  Cattura

 

segnalata da:   Luigi e Gianni

                                     

fonte:   la stampa, il web  e incontro con Mariana, la “ladra” di libri

commento:  abbiamo incontrato Mariana ad un incontro di “Nestore caffè”, lo scorso lunedì 12 marzo.

Lei ti investe con  tutto l’entusiasmo e la passione per l’impresa che sta realizzando e il “mestiere” che fà.  Ci ha raccontato di come il suo sogno di fare la “libraia” si è concretizzato nell’apertura di questo spazio, in un quartiere ricco di contraddizioni ma estremamente vitale.  Il tutto grazie anche ad una iniziativa di crowdfunding che le permette di avere alle spalle più di 150 persone che hanno creduto in lei. Ci ha parlato di biblioterapia e di come si fà a scoprire assieme qual è il libro giusto per te in quel momento della tua vita.

“Un giorno di qualche mese fa, in un post su una social district di quartiere, lanciavo l’idea di realizzare una libreria indipendente, in cui il libro fosse un pretesto per creare un luogo in cui dare vita a corsi, incontri, laboratori, letture, incontrate autori, case editrici, scrittori di professione. Insomma un piccolo mondo fatto di libri e lettori, in una zona della città che non ha librerie, tra Via Padova e Viale Monza.”

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Nasce così il Covo della Ladra, una piccola libreria del giallo. Piccola ma intensa. Non immaginatevi uno di quei luoghi lineari e ultramoderni, in cui tutto è bianco e nitido. Immaginatevi, invece, una di quelle librerie un po’ retrò, che traboccano di libri, in cui si respira odore di pagine nuove (ma anche un po’ vissute), dove potersi bere una tazza di americano non perché c’è la caffetteria ma perché te la offre La Ladra, con gli angoli un po’ confusi, dove si può stare anche senza dover comprare. Insomma, una parentesi di mondo fatta di romanzi gialli, noir e…un pizzico di fantasy, per grandi e piccini.   La scelta della specializzazione nel giallo e noir è dovuta ,oltre che a una passione, anche a un legame col quartiere che negli anni 50-80 è stato in qualche modo collegato alla mala milanese.

Il Covo della Ladra è anche un luogo del quartiere e che da questo vive e trae spunto. La Libreria lavora in stretta connessione con il quartiere che la ospita, le realtà che lo abitano e i cittadini che lo vivono, promuovendo eventi, iniziative culturali e attività in stretta connessione con Via Padova e il suo district.

Il Covo della Ladra è un luogo senza tempo, che corre contro il tempo e che non ha paura di pensare al futuro.

Torneremo a visitarlo.

link a:  http://www.ladradilibri.com/

https://www.panorama.it/cultura/libri/il-covo-della-ladra-libreria-di-quartiere-milano/

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_ottobre_31/mariana-libreria-zona-via-padova-covo-della-ladra-746c0420-bd9f-11e7-b457-66c72633d66c.shtml

cibo siriano preparato e distribuito da profughi siriani

la notizia: c’è un progetto che si chiama “Hummustown” che si propone di creare opportunità di lavoro per i profughi siriani tramite la preparazione e la distribuzione di cibi siriani               17190692_1878796442392005_1822583613822239673_n

dove: a Roma

notizia proposta da: Gianni

commento: parla Shaza Saker,un’italiana-siriana che vive a Roma e lavora alla FAO. “Nel marzo 2017, con il continuo afflusso di rifugiati siriani, in Europa, a causa della guerra in Siria, ne avevo abbastanza di sentirmi triste, frustrata e impotente, guardando la situazione di tanti innocenti costretti a fuggire dalla loro patria solo per affrontare incognite scoraggianti e denigranti. Piuttosto che aspettare un cambiamento positivo che speravo si realizzasse, decisi che IO volevo essere quel cambiamento.Mi accorsi che il problema principale che i rifugiati siriani affrontano quando arrivano in Italia, è che nonostante le competenze o i talenti che portano dal loro paese d’origine, si trovano in uno svantaggio immediato perché mancano i principi chiave per l’integrazione e la ricerca di un guadagno redditizio.Non parlano la lingua e non hanno una rete che li supporti e che consentirebbe loro di esplorare l’opportunità di reddito. A questi rifugiati vulnerabili, occorrerebbero anni e anni di formazione linguistica e professionale per iniziare a essere produttivi ed economicamente redditizi.  Fu cosi che mi venne l’idea di Hummustown. Il modo migliore per questi rifugiati di iniziare a guadagnare un reddito onesto e dignitoso è quello di permettere loro di offrire l’unica specialitá che trascende tutti i confini – la loro deliziosa tradizione culinaria siriana.         

Ogni giorno Hummustown offre a questi grandi lavoratori l’opportunità di cucinare e distribuire cibo delizioso in tutta Roma. Sin dall’inizio dell’iniziativa, abbiamo aiutato più di dieci rifugiati a diventare economicamente più indipendenti e, di riflesso, più integrati nella vita romana.”

Oggi hanno intenzione di fare un salto di qualità: Hummustown ha superato le sue umili origini iniziali fornendo una via immediata ai rifugiati siriani per iniziare a guadagnare reddito, a tal punto che oggi si richiede una sede con una cucina industriale per consentire al progetto di espandersi e servire anche rifugiati bisognosi più vulnerabili, e allo stesso tempo dando al team attuale di Hummustown la dignità di avere un posto di lavoro reale e formale dove recarsi ogni giorno e sentirsi soddisfatti, produttivi e rispettati dalla comunità.  A questo scopo hanno avviato una campagna di finanziamento.

Per approfondimenti vedi :  http://www.hummustown.com/#italiano 

https://www.facebook.com/pg/hummustown/about/?ref=page_internal

http://www.laziofablab.it/hummus-town/

le Dolomiti accessibili

la notizia: le Dolomiti sono un patrimonio di tutti. La loro accessibilità rappresenta un obiettivo primario per la Fondazione Dolomiti Unesco, che ha promosso, in collaborazione con enti e associazioni del territorio e grazie al finanziamento erogato dal Mibact nell’ambito della legge 77/2006, un progetto rivolto a chi ha limitate possibilità motorie: non solo disabili, ma anche persone anziane o bambini piccoli.

fonte: dalla rete e da facebook, febbraio 2018 Fuchiade-927693-©-Roberto-Conti-1

proposta da: Gianni

commento: Si legge dal sito “dolomitiunesco” :     dalla fine di febbraio, accedendo al sito www.visitdolomites.com, è possibile prendere visione di 23 percorsi, accessibili a tutti, nell’ambito dei nove Sistemi dolomitici riconosciuti dall’Unesco. Sono indicati con chiarezza non solo il livello di difficoltà del percorso, ma anche la mappa dettagliata dell’itinerario, le coordinate gps, le caratteristiche ambientali e geomorfologiche della zona. E sarà possibile anche un’anteprima dell’itinerario con google street view, per una valutazione a 360° sulla possibilità di intraprendere il percorso scelto.

Il progetto “Dolomiti Accessibili” intende fornire un’esperienza diretta di questo straordinario ambiente naturale a tutte le persone che lo visitano o lo abitano, indipendentemente dal grado di abilità in cui si trovano, appoggiandosi e valorizzando la predisposizione naturale del contesto dolomitico ad un’accessibilità sostenibile. Ciò non significa che tutti debbano fare le stesse esperienze, ma che tutti possono avere un’esperienza di vera immersione nel paesaggio e nella geologia delle Dolomiti, realizzando pienamente il concetto di patrimonio dell’Umanità.

per approfondire,link a:  http://www.dolomitiunesco.info/dolomiti-accessibili-percorsi/

http://www.visitdolomites.com/

http://www.uicilombardia.org/index.php/rassegna-stampa/200-le-dolomiti-ora-sono-accessibili

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