Archivi categoria: arte e cultura

Il museo delle statue stele a Pontremoli

la notizia: è stato pubblicato dal Corriere, nel suo inserto “Liberi Tutti” ,il 21 settembre un articolo che riguarda un sito bellissimo che abbiamo visitato lo scorso anno a Pontremoli nel corso del viaggio nato per ripercorrere un tratto di Via Francigena.   Siamo contenti,con “lenostrebuonenotizie” di anticipare spesso delle informazioni interessanti.IMG-20171017-WA0004

proposta da: Maurizio  

vedi:  il museo delle statuestele

il posto :  il museo delle Statuestele di Pontremoli. Un luogo bellissimo,in un castello ristrutturato,magico. Uno dei luoghi di questa nostra Italia ricca di posti belli ed emozionanti anche fuori dai percorsi principali del turismo di massa.

Con l’occasione riproponiamo le foto (  Immagini dalla francigena  ) e le riflessioni fatte (Riflessioni sulla francigena ) nel nostro viaggio alla scoperta della “via Francigena” fatto lo scorso anno

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link a: http://www.statuestele.org/

La città modello di Olivetti diventa patrimonio Unesco

l’informazione:      La città modello di Olivetti diventa patrimonio Unesco

dove:     la Repubblica   IVREA_LA_CITTA_INDUSTRIALE

notizia del:   2 luglio 2018

segnalata da:   Elvira

commento:  Erano dieci anni che Ivrea stava lavorando alla candidatura all’Unesco. Tutto era cominciato nel 2008, anno delle celebrazioni del Centenario della nascita della Società Olivetti. Il Comitato Nazionale costituito appositamente era stato promosso dalla Fondazione Adriano Olivetti in collaborazione con il Comune di Ivrea e il Politecnico di Milano; in quattro anni, ha consolidato la riflessione sul tema della valorizzazione del patrimonio architettonico moderno di Ivrea e ha guidato alla candidatura di Ivrea come “Città Industriale del XX secolo”.

Si tratta di una città produttiva ma regolata da valori sociali, l’industria calata nel tessuto urbano secondo criteri legati alla ricerca della bellezza da condividere con chi contribuisce con il proprio lavoro alla produzione. E quindi una nuova visione anche per i servizi e le abitazioni delle maestranze.

Domenica 1 luglio alle ore 11.30 a Manama capitale del Bahrain il World Heritage Commitee dell’UNESCO ha ufficialmente inserito nelle Lista del Patrimonio Mondiale “Ivrea, città industriale del XX secolo”. 

vedi: OLIVETTI PATRIMONIO_UNESCO

approfondimento:  La città industriale di Ivrea venne realizzata negli anni tra il 1930 e il 1960 da Adriano Olivetti, secondo un disegno alternativo alle esperienze nazionali e internazionali che si sono attuate durante il XX secolo. OLIVETTI_IVREA_2

Adriano non è un semplice imprenditore: all’attenzione per l’ sviluppo e l’innovazione tecnologica, unisce la passione per il design industriale. Ma un altro progetto gli sta a cuore: al concetto capitalistico di impresa unisce quello di comunità. Sensibile alle problematiche sociali del lavoro e del rapporto tra azienda e territorio, avvia la costruzione di nuovi stabilimenti e uffici, ma anche di case per dipendenti, mense, asili, servizi sociali. Attorno alla sua figura di imprenditore-intellettuale e alla sua utopia di umanesimo capitalista si raccolgono architetti e urbanisti, letterati e artisti che fanno dell’Olivetti e di Ivrea uno straordinario laboratorio di idee e progetti, solo in parte realizzati. La morte prematura, nel 1960, segna la fine del periodo di innovazione ma questo riconoscimento, avviato da una intuizione della figlia Laura, permetterà la salvaguardia degli edifici e valorizzerà l’attività della Fondazione Olivetti e del Comune di Ivrea. Poter esibire la sigla UNESCO non è soltanto una posizione di prestigio. Permette infatti di moltiplicare i visitatori. Un giusto riconoscimento per figura di Adriano Olivetti non ancora pienamente valorizzata.

link a:

https://www.touringclub.it/notizie-di-viaggio/nuovi-siti-unesco-ivrea-citta-industriale-del-xx-secolo-diventa-patrimonio

http://www.ivreacittaindustriale.it/

Video:

http://www.ivreacittaindustriale.it/video-candidatura-unesco/  

Rondine Cittadella della Pace

l’informazione:      Rondine Cittadella della Pace : in un piccolo borgo vicino ad Arezzo cresce la cultura della Pace

dove:  Corriere della Sera inserto # buonenotizie  RONDINE_2

notizia del:   20 febbraio 2018

segnalata da:   Elvira

commento:  Ho scoperto Rondine per caso, nei viaggi verso e da Roma, dai finestrini del treno. Rondine è un piccolo borgo medievale che sorge sulle rive del fiume Arno, a pochi chilometri da Arezzo, immerso nella Riserva Naturale di Ponte Buriano e Penna. Venendo da Firenze ci si può accorgere di essere nelle sue vicinanze per il paesaggio incredibile, ricco di calanchi. Poi di colpo appare il piccolo borgo su di uno sperone di roccia, a strapiombo sul Tevere.

Solo nel 2004 ho scoperto che l’incanto racchiudeva un’esperienza unica: l’accoglienza di ragazzi provenienti da tutto il mondo da paesi in guerra, per una convivenza che possa aprire alla conoscenza reciproca e alla pace.  RONDINE_3

 

Approfondimento

Il borgo, risalente all’anno 1000, accanto all’omonimo castello, è stato nel corso dei secoli abbandonato. Fino al 1977, quando l’allora vescovo di Arezzo, Telesforo Cioli, decide di affidare la rinascita di quelle poche case – nonché dell’annessa chiesa dei Santi Pietro e Paolo – ad alcune giovani famiglie della zona. A questo primo nucleo si uniscono via via altre piccole comunità che pian piano trasformano Rondine in un luogo di accoglienza per persone in difficoltà.

Nel 1997 nasce l’Associazione “Rondine Cittadella della Pace” grazie al coraggio di Franco Vaccari – professore e psicologo riconosciuto a livello internazionale per la sua opera di mediazione del conflitto –, ispirata non solo a La Pira, ma anche alla piccola Barbiana di Don Milani e ai grandi fautori del pensiero di educazione alla pace: un luogo dove i nemici potessero conoscersi per vedere la persona al di là di barriere e nazionalità.

L’associazione Rondine Cittadella della Pace è stata candidata al Nobel per la Pace 2015, e da vent’anni lavora per favorire la promozione del dialogo e la risoluzione del conflitto a tutti i livelli: da quello interpersonale a quello politico, armato e internazionale.

Un lavoro che si rivolge soprattutto ai giovani italiani e stranieri, proponendo progetti che promuovono il confronto, il dialogo e la formazione a diversi livelli.

I ragazzi di tutte le nazionalità possono frequentare il quarto anno di scuola superiore, oppure partecipare alla “World House”, un programma di studentato internazionale rivolto a giovani provenienti da Paesi in guerra. Arrivano a Rondine e ci restano per almeno due anni a studiare, per conseguire una laurea o un master. Poi tornano a casa, dove al termine di questo periodo di formazione e impegno civile, vengono invitati a diventare “agenti del cambiamento”, ciascuno nel proprio contesto lavorativo o sociale.

L’obiettivo è incoraggiare il cambiamento sociale attraverso la costruzione di relazioni costruttive e tramite azioni concrete sui territori di provenienza.

Una formazione per i leader di domani? Speriamo!

link a:  

http://rondine.org/chi-siamo/

Video:

https://www.youtube.com/watch?v=4hEpC4a6eAc

leggi anche: una rondine per la pace

la città del libro

l’informazione:      Settecento abitanti e 13 librerie BECHEREL

dove:     Bécherel (Francia)

 

notizia del:   28 luglio 2018 – la Repubblic – Fuoricampo

 

segnalata da:   Elvira

 

commento:  Due terzi delle case erano state abbandonate. Poi Yvonne, Colette e Catherine hanno scommesso su Bécherel e il paesino è diventato la “Città del libro”. Giornate a tema, incontri culturali, letture serali attirano visitatori da tutta la Francia. Oggi Bécherel ha una libreria ogni 50 abitanti. Un’utopia nata trent’anni fa, oggi diventata un punto di riferimento per gli appassionati del libro.

approfondimento:    BECHEREL_1

La città del Libro è un’utopia nata da tre donne: Yvonne, la suocera Colette, la cognata Catherine. Avevano sentito parlare di borghi rivitalizzati all’estero grazie alle librerie, come Hay-on-Wye nel Galles e Redu in Belgio. “Ci siamo dette: perché non qui? Non era solo una scelta di vita ma un gesto politico”, ricorda Yvonne che è anche assessore alla Cultura del comune. “Non volevamo solo riportare attività economica nel borgo ma creare un senso di comunità su nuovi valori”.

Nessuno ci avrebbe scommesso. Già allora le librerie facevano fatica in città, figurarsi in campagna. Attirare lettori sino in fondo alla valle affacciata sul Rance, il fiume che attraversa l’ovest della Bretagna? È andata proprio così. Yvonne, Colette, e Catherine si sono lanciate, nel giorno di Pasqua del 1989, con un grande mercato di bancarelle di libri che ancora oggi si ripete ogni domenica. Il successo è stato tale che sono nate le prime due librerie. A poco a poco, Bécherel ha ricominciato a popolarsi. Sono arrivati fondi pubblici, riconoscimenti internazionali.

L’anno prossimo la città del libro compirà trent’anni. Nuove librerie hanno aperto, altre hanno chiuso o sono passate di mano, hanno affrontato il cambiamento del mercato con l’ingresso delle nuove tecnologie, confrontandosi con sempre nuove sfide.

link a:  https://viaggi.corriere.it/viaggi/weekend/weekend-in-bretagna-alla-scoperta-di-becherel-la-citta-del-libro/

leggi anche:   BECHEREL_PAG 1  ,  BECHEREL_PAG 2 , BECHEREL_PAG 3

Arte a Dakar

la notizia:      la biennale di Dakar (Senegal) mobilita centinaia di artisti da tutto il mondo e testimonia che anche nel Continente Africano, da noi conosciuto quasi esclusivamente per i suoi problemi, l’arte ha spazio di cittadinanza. Qui proponiamo l’opera (Moving-wooden-joist) di 2 giovani artisti italiani (Marta Fumagalli e Riccardo Pirovano) che è stata realizzata nell’ambito dei progetti speciali di questa manifestazione.

dove:        Dakar (Senegal)                dav

 

segnalata da:   Gianni con Marta e Riccardo

 

fonte: diretta dagli autori

 

commento:  Moving-wooden-joist è un’installazione site specific che si integra nel contesto urbano di Dakar assecondando le abitudini dei fruitori del luogo e riqualificandolo. Si tratta di una struttura organica costituita da centinaia di assi di legno riciclate da pallets che abbraccia un chiosco. Nel caso specifico l’opera funge anche da panchina pubblica per i taxisti in sosta, i venditori ambulanti, i meccanici e pulitori di taxi e i diversi avventori in attesa dei ‘carrapid’.

Moving-wooden-joists è un’opera ‘nomade’ che nasce in un capannone di stoccaggio di legname alle porte di Milano e sbuca sul Boulevard de la Gueule Tapée a Dakar in Senegal, nel cuore del quartiere Médina in uno degli incroci più pulsanti della città: il rond- point rue 6. La storia di questo mucchio di cantinelle di legno in movimento è proiettata nel monitor all’interno del chiosco, come una testimonianza naïf di un viaggio dall’Italia al Senegal attraverso vie periferiche e poco battute.

Moving-wooden-joist è un’opera realizzata per la 13esima Biennale dell’arte africana contemporanea (Dak’art 2018)| L’heure Rouge , nella categoria ‘Projets spéciaux’, all’interno del progetto Urbi dal titolo Mon super kilomètre. Questo lavoro è parte al più ampio progetto Mon super kilomètre, (:   https://www.monsuperkilometre.com/#modal-zone-3-artist-cible-60) una galleria a cielo aperto lunga un kilometro sul canal della Gueule Tapée, dove diversi artisti provenienti da tutto il mondo hanno esposto le loro opere e portato ciascuno il proprio messaggio attraverso linguaggi e tecniche differenti.

In Marta e Riccardo l’interazione con l’ambiente avviene tramite un approccio primordiale della materia organica e inorganica. La scelta dei materiali, le loro molteplici possibilità di assemblaggio e composizione si misurano ogni volta con l’instabilità e la mutevolezza delle circostanze.

Approfondimento : vedi   REPORT da Dakar

vedi il video del viaggio al seguente link : https://www.youtube.com/watch?v=ORvOO1bNWEo

link a:   https://www.monsuperkilometre.com/#modal-zone-3-artist-cible-60

http://biennaledakar.org/

http://jukai.org/

http://www.artribune.com/attualita/2016/05/biennale-senegal-dakar-arte-contemporanea-africa/

Il “covo della ladra”, libreria indipendente a Milano

la notizia:      da 5 mesi è sorta una piccola libreria indipendente in via Scutari-angolo via Prinetti 40,zona via Padova.  Era il sogno di Mariana Marenghi, sogno che con tenacia è riuscita a realizzare ed ora è diventato punto di riferimento per il quartiere.

dove:        a Milano, zona via Padova  Cattura

 

segnalata da:   Luigi e Gianni

                                     

fonte:   la stampa, il web  e incontro con Mariana, la “ladra” di libri

commento:  abbiamo incontrato Mariana ad un incontro di “Nestore caffè”, lo scorso lunedì 12 marzo.

Lei ti investe con  tutto l’entusiasmo e la passione per l’impresa che sta realizzando e il “mestiere” che fà.  Ci ha raccontato di come il suo sogno di fare la “libraia” si è concretizzato nell’apertura di questo spazio, in un quartiere ricco di contraddizioni ma estremamente vitale.  Il tutto grazie anche ad una iniziativa di crowdfunding che le permette di avere alle spalle più di 150 persone che hanno creduto in lei. Ci ha parlato di biblioterapia e di come si fà a scoprire assieme qual è il libro giusto per te in quel momento della tua vita.

“Un giorno di qualche mese fa, in un post su una social district di quartiere, lanciavo l’idea di realizzare una libreria indipendente, in cui il libro fosse un pretesto per creare un luogo in cui dare vita a corsi, incontri, laboratori, letture, incontrate autori, case editrici, scrittori di professione. Insomma un piccolo mondo fatto di libri e lettori, in una zona della città che non ha librerie, tra Via Padova e Viale Monza.”

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Nasce così il Covo della Ladra, una piccola libreria del giallo. Piccola ma intensa. Non immaginatevi uno di quei luoghi lineari e ultramoderni, in cui tutto è bianco e nitido. Immaginatevi, invece, una di quelle librerie un po’ retrò, che traboccano di libri, in cui si respira odore di pagine nuove (ma anche un po’ vissute), dove potersi bere una tazza di americano non perché c’è la caffetteria ma perché te la offre La Ladra, con gli angoli un po’ confusi, dove si può stare anche senza dover comprare. Insomma, una parentesi di mondo fatta di romanzi gialli, noir e…un pizzico di fantasy, per grandi e piccini.   La scelta della specializzazione nel giallo e noir è dovuta ,oltre che a una passione, anche a un legame col quartiere che negli anni 50-80 è stato in qualche modo collegato alla mala milanese.

Il Covo della Ladra è anche un luogo del quartiere e che da questo vive e trae spunto. La Libreria lavora in stretta connessione con il quartiere che la ospita, le realtà che lo abitano e i cittadini che lo vivono, promuovendo eventi, iniziative culturali e attività in stretta connessione con Via Padova e il suo district.

Il Covo della Ladra è un luogo senza tempo, che corre contro il tempo e che non ha paura di pensare al futuro.

Torneremo a visitarlo.

link a:  http://www.ladradilibri.com/

https://www.panorama.it/cultura/libri/il-covo-della-ladra-libreria-di-quartiere-milano/

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_ottobre_31/mariana-libreria-zona-via-padova-covo-della-ladra-746c0420-bd9f-11e7-b457-66c72633d66c.shtml

una nuova “pietà”

l’informazione: è esposta a Milano,presso la galleria Poggiali,una rivisitazione della “pietà di Michelangelo” in versione attuale: la Madonna tiene in grembo il corpo di un migrante  morto

dove:        Milano – Esposizione presso la Galleria Poggiali (La mostra resterà  aperta fino al 30 marzo 2018)                                         pieta

notizia del:  11 gennaio 2018

segnalata da:   Grazia

commento:  A come Arte,  Amore, Accoglienza….

  • Quanta forza  emana quest’opera,  intrisa di  amore, di accoglienza, di sofferenza.
  • Quanto ci riguarda e (forse)   scuotendo  le nostre coscienze ,  ci  pone davanti al  vivere quotidiano contemporaneo?
  • Quest’opera siamo  noi  e  racchiude in sé  l’espressione dell’essere  umano,  riconducendola  ad una delle dimensioni piu’ elevate  delle relazioni umane,  la fratellanza.

Dov’è la buona notizia? Forse solo nel fatto di cominciare a voler guardare negli occhi le tragedie di oggi,non solo quelle di ieri…

Approfondimento:

La fiorentina Galleria Poggiali ha inaugurato  la sede di Milano in Foro Buonaparte 52 giovedì 18 gennaio alle 19 con  la mostra “Lucky Ehi” di Fabio Viale, a cura del critico Sergio Risaliti: l’artista propone una replica della Pietà vaticana di Michelangelo, nello stesso formato, ma con un ragazzo di colore al posto del Cristo. Il progetto dell’artista piemontese, spiega la nota stampa, è stato realizzato con la collaborazione del Cas (Centro accoglienza straordinaria) di Torino, gestito dalla Cooperativa Sociale “L’isola di Ariel”. Oltre alla replica della Pietà, Viale espone altre due opere: un manifesto di grandi dimensioni – ritratto di Lucky Ehi, ragazzo nigeriano disteso sulla replica della scultura michelangiolesca – e una registrazione-audio – in cui Lucky Ehi racconta la sua vita di giovane cristiano costretto a fuggire dalla Nigeria per persecuzione religiosa. “Viale suggerisce come novello “Cristo” contemporaneo un giovane di colore migrante nigeriano con una grande croce cristiana tatuata su una spalla, “fuggito a 17 anni da un inferno di violenza, e dopo dure e lunghe traversie arrivato in Italia”.

È la storia individuale di Lucky Ehi che diventa centrale – sottolinea Sergio Risaliti, curatore della mostra e studioso di Michelangelo (autore con Francesco Vossilla del saggio Michelangelo. La Pietà vaticana, edito da Bompiani) –. Una storia esemplare, paradigmatica, eppure simile a quella di migliaia di uomini e di donne che fuggono dal proprio Paese di origine in cerca di pace e di benessere, di libertà e fratellanza. Ecco che la storia di Lucky Ehi si sovrappone a quella di Gesù. Lucky Ehi è l’esausto che trova pace sulla Pietà al posto del Messia. Il messaggio cristiano in cui ha riposto speranza il giovane nigeriano – così come ci testimonia il tatuaggio – trova un compimento simbolico. E in questa storia dei nostri tempi, Maria – che è anche chiesa e comunità nell’iconografia religiosa – è la madre, la comunità laica, che accoglie e abbraccia consolando”.

La mostra resta aperta fino al 30 marzo 2018.

link a:

http://milano.repubblica.it/cronaca/2018/01/12/foto/la_pieta_di_michelangelo_nella_versione_rivista_di_fabio_viale_al_posto_di_cristo_un_migrante_africano-186331486/1/#1

http://torino.repubblica.it/cronaca/2018/01/11/foto/la_pieta_dello_scultore_cuneese_viale_in_mostra_a_milano_un_migrante_in_grembo_alla_madonna-186290304/1/#1

http://www.lastampa.it/2018/01/19/edizioni/milano/eventi/il-cristo-nero-testimonia-che-non-ci-sono-razze-StgquglsnQg44v0ymUi6LI/pagina.html