Archivi categoria: ambiente e sostenibilità

incontri inaspettati a nord delle cinque terre

riceviamo da Ferruccio e volentieri pubblichiamo

la notizia: un incontro inaspettato in uno splendido angolo di mare vicino alle cinque terre

..arrivo a Punta Baffe col sole alle spalle..cammino ancora per circa un paio d’ore e vedo le spiagge sempre più vicine. Ma niente di niente intorno, nessun paesino e nessuna casa..ancora ripidi sentieri e dopo una svolta intravedo un miraggio in lontananza, segnalato da un cartello che dice: “Nûa Natûa parco sul mare ristorante bar tavola calda e locanda”… a pochi minuti dal mare, a segnare la fine delle mie sofferenze, questo splendido luogo?…                     cinque terre e baia levante set18 (46)

quando: estate 2018

leggi:  nua natua

link a: http://www.nuanatua.eu/

cinque terre e baia levante set18 (29)

OCEAN CLEANUP, AL VIA IL SUPER PROGETTO PER RIPULIRE GLI OCEANI

la notizia:      Dopo anni di progettazione al via la missione dell’ Ocean Cleanup Project, il sistema ideato per la pulizia e rimozione della plastica negli oceani. Al via questo 8 settembre il super progetto ideato per ripulire gli oceani dalla plastica. Dopo oltre cinque anni di sviluppo il sistema automatico di raccolta dei rifiuti oceanici è pronto alla prova a mare. Se la tecnologia dovesse funzionare come sperano gli esperti, potrebbe essere la prima di una «flotta» galleggiante destinata alla pulizia delle acque marine.

Dove e quando:   partenza da S Francisco verso il centro del Pacifico ieri 8 settembre

segnalata da:   Gianni     r0b7N6B8

fonte:  TG1 e la stampa in generale

commento:  Secondo le stime, al ritmo attuale, entro il 2050 negli oceani della Terra ci sarà più plastica che pesci. Ma non è solo un problema estetico o di navigazione: la plastica scomponendosi in piccoli frammenti viene inghiottita dalla fauna marina e finisce nella catena alimentare arrivando fino all’Uomo. Nel tentativo di quantomeno arginare il problema il sogno del giovane Boyan Slat, una gigantesca scopa galleggiante, è diventata finalmente realtà.  La sfida è partita ieri da San Francisco dopo cinque anni di test e ha iniziato il suo viaggio verso l’Oceano Pacifico all’assalto della Grat Pacific Garbage Patch, l’isola di rifiuti tra Hawaii e California grande tre volte la Francia. Ocean Cleanup, così si chiama il progetto, è stato immaginato nel 2013 quando Slat aveva 18 anni.  L’Ocean Array è un sistema di barriere galleggianti della lunghezza di due chilometri che sfrutta le correnti oceaniche, il vento e la forza delle onde per muoversi autonomamente. Le barriere possiedono delle «gonne» che si estendono sotto la superficie dell’acqua per raccogliere anche la plastica sommersa. Grazie alla sua conformazione, il sistema assume una forma ad «U» mentre si muove, consentendo così di incanalare la plastica verso il centro. Periodicamente navi di supporto intervengono per rimuovere la plastica accumulata e riportarla a terra dove verrà riciclata.   images

La associazione di Slat ha raccolto oltre 30 milioni di dollari di donazioni provate. Rispetto al progetto iniziale, il maxi tubo è stato reso più resistente al vento e alle onde. La struttura ad U è composta oltre che dal tubo, anche da un pannello rigido sottostante che ha lo scopo di raccogliere i frammenti di plastica sotto la superficie dell’acqua. “Sembra tutto a posto per il lancio di sabato di Ocean Cleanup, Great Pacific Garbage Patch, arriviamo”, ha scritto su Twitter Boyan Slat nei giorni scorsi. La missione si può seguire sul sito theoceancleanup.com, dove al momento c’è un orologio che segna il countdown all’operazione.

Se tutto dovesse funzionare come previsto altre 60 «scope galleggianti» sono pronte per venire varate in diverse località particolarmente inquinate entro il 2020. L’ambizioso progetto punta a ridurre del 50% la Great Garbage Patch entro cinque anni e del 90% entro il 2040.

Ovviamente questo, se funziona e sarà portato a compimento, è un sistema per rimediare al danno. La vera soluzione sarebbe evitare la dispersione della plastica nell’ambiente, per la quale alcune iniziative sono già state avviate anche dall’Unione Europea.  Qualcosa comunque si muove.

vedi i video (anche il secondo): https://www.youtube.com/watch?v=8K5isWrsDjY

link a:  https://www.theoceancleanup.com/

https://www.innaturale.com/ocean-cleanup-al-via-il-super-progetto-per-ripulire-gli-oceani/

https://www.corriere.it/esteri/18_giugno_14/boyan-slat-ocean-cleanup-pulizia-oceano-d294d190-6f46-11e8-a02e-ff9bef420dad.shtml

https://www.luinonotizie.it/2018/09/07/da-maccagno-a-san-francisco-domani-parte-lavventura-di-roberto-per-ripulire-loceano-dalla-plastica/192287

E la plastica raccolta nel fiume diventa un’isola verde per la città

l’informazione:    E la plastica raccolta nel fiume diventa un’isola verde per la città 

dove:  la Repubblica                         RECYCLED_PARK

notizia del:  20 luglio 2018

segnalata da:   Elvira

commento:  Il costante inquinamento da plastica è un grande problema che riguarda tutti i mari. È un inquinamento che deriva da quello che fiumi e canali scaricano in mare.

È quello che hanno notato i ragazzi della no profit Recycled Island Foundation di Rotterdam che hanno deciso di agire prima che fosse troppo tardi, andando direttamente alla fonte: dovevano impedire ai detriti di arrivare fino al Mare del Nord.

Nell’arco di 18 mesi hanno tirato via 9mila chili di detriti di plastica dai fiumi, li hanno riciclati e infine trasformati in un parco galleggiante costruito con i materiali recuperati – il Recycled Park appena inaugurato – che potrebbe contribuire a salvare l’ecosistema fluviale cittadino.                 RECYCLED_PARK_1

approfondimento: 

 Coinvolgendo studenti dell’Università di Rotterdam, Comune, governo e dozzine di sponsor, il primo passo è stato quello di realizzare delle trappole. Tre speciali piattaforme fluttuanti, costate 50 mila euro l’una, in grado di fungere da filtri, piazzate dai volontari in posizioni strategiche sull’importante fiume Mosa, 950 chilometri d’acqua che scorrono dalla Francia ai Paesi Bassi.

Le piattaforme sono in grado di bloccare grandi quantità di bottiglie, sacchetti, contenitori per detersivi e pezzi di polimeri di ogni tipo. La plastica catturata, grazie all’aiuto dei giovani ricercatori dell’Università di Wageningen, è stata trasformata in grandi blocchi esagonali, da due metri per lato, unibili fra loro tramite bulloni in un sistema a “nido d’ape”, come fossero mattoncini di Lego.

I primi di luglio queste isole esagonali green sono state piazzate sul fiume Nieuwe Maas dando vita agli iniziale 140 metri quadri (in totale saranno 1500) del primo parco galleggiante cittadino.

Un processo circolare e sostenibile che ha del meraviglioso: da pericolosi scarti inquinanti i detriti sono diventati strutture che potranno fungere da panchine o luoghi di incontro per le persone, ma anche da “case” per preservare l’ecosistema.

Tenendo conto che secondo le stime il 90% della plastica degli oceani proviene proprio dai fiumi, l’idea dei ragazzi di Rotterdam ha subito entusiasmato altri paesi decisi a lottare contro lo stesso problema.

In Indonesia, ad Ambon, il team olandese sta già piazzando nuove trappole per cominciare a raccogliere rifiuti. Ad agosto invece toccherà a Bruxelles e poi ad Amsterdam.

“Tutti possiamo fare qualcosa per l’ambiente, in primo luogo riciclare. Ma se ormai il danno è fatto”, spiega il coordinatore del team Ramon Knoester, “ricordiamoci sempre una cosa: recuperare i rifiuti nei fiumi, primi che arrivino in mare aperto, è molto più facile che catturarli dopo, quando diventano microplastiche invasive e letali”.

È quello che sta cercando di fare la Fondazione Sviluppo Sostenibile in Italia.

L’”operazione prevenzione” contro i rifiuti in mare comincia dal Po l’“operazione prevenzione”. Il principale corso d’acqua italiano che attraversa tutto il Settentrione toccando 4 regioni e 13 province, contribuisce, infatti, a far dell’Adriatico il mare italiano con la maggiore presenza di rifiuti. Il Progetto pilota “Il Po d’AMare”, predisposto dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Corepla e Castalia, realizzato grazie al coordinamento istituzionale svolto dall’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po e con patrocinio del Comune di Ferrara e dell’AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po) – prevede tecniche innovative per intercettare i rifiuti presenti nelle acque fluviali e, per quanto riguarda le plastiche, operare la loro selezione ed avviarle al riciclo. Una metodologia che in futuro potrebbe essere estesa a tutti i principali fiumi italiani e replicata anche in altri Paesi. Il Progetto pilota, uno dei primi al mondo a prevedere interventi di questo tipo, può contribuire così a rafforzare e implementare le misure del piano di azione nazionale per la prevenzione e la mitigazione dei rifiuti marini e anticipare le nuove direttive sulla circular economy che   prevedono impegni precisi anche per la riduzione dei rifiuti marini.                      TRAPPOLA_CATTURA_RIFIUTI

l Progetto. La raccolta dei rifiuti galleggianti prevista dal progetto pilota è quella messa a punto da Castalia nell’ambito del progetto “Seasweeper”, attraverso l’installazione di un dispositivo di raccolta composto da barriere in polietilene che intercettano, selezionano, intrappolano e infine raccolgono la plastica galleggiante e altri rifiuti trasportati dal fiume. Il sistema di barriere non interferisce con la flora e la fauna del fiume, in quanto la raccolta viene eseguita solo nella parte superficiale della colonna d’acqua. Piccole barche “Sea hunter” raccolgono i rifiuti, in prevalenza plastica, materiali legnosi e canne e li portano a riva dove vengono raccolti in cassoni che saranno trasportati presso l’impianto Transeco a Zevio (VR), a circa 75 km di distanza, dove avverrà una prima separazione delle diverse frazioni del rifiuto, con la selezione della componente plastica da inviare a successivi trattamenti e lo smaltimento della frazione estranea non recuperabile. Il rifiuto plastico verrà poi inviato al centro di selezione D.R.V. (località Torretta a Legnago –VR-), un centro di selezione Corepla capace di suddividere, mediante una rete di lettori ottici, gli imballaggi in plastica delle diverse frazioni polimeriche per l’avvio al riciclo o al recupero energetico.

La barriera anti-marine litter è stata realizzata nel tratto del fiume Po in località Pontelagoscuro (Comune di Ferrara) a 40 km dalla foce così da consentire una stima dei rifiuti presenti lungo quasi l’intero corso del fiume. I costi di questo progetto pilota – che avrà una durata di circa due mesi – per le operazioni di raccolta, trasporto, selezione, recupero e riciclo dei rifiuti con l’obiettivo di valutare la possibilità di costruire una vera filiera sono interamente coperti da Castalia e Corepla, a conferma dell’impegno per la tutela dell’ambiente, per nuove attività di Ricerca & Sviluppo, per una reale circular economy.

link a:  

http://www.repubblica.it/ambiente/2018/07/19/news/e_la_plastica_raccolta_nel_fiume_diventa_un_isolotto_per_la_citta_-202209038/

http://www.tgcom24.mediaset.it/2018/video/rotterdam-ecco-recycled-park-il-parco-galleggiante-realizzato-con-plastica-riciclata_3078973.shtml

https://design.fanpage.it/recycled-park-il-parco-galleggiante-di-rotterdam-creato-coi-rifiuti-di-plastica-riciclata/

“TréntaMI; ZONA 30 Gente Contenta”: sperimentazione di mobilità dolce a Milano

la notizia:  in questi giorni  Genitori Antismog e FIAB Ciclobby Onlus con la consulenza di Matteo Dondé e con la collaborazione di Comune di Milano | Palazzo Marino organizzano “TréntaMI; ZONA 30 Gente Contenta“, un modo per sperimentare dal vivo la moderazione del traffico con la partecipazione dei cittadini.
Per quattro giorni, dal 10 al 13 maggio, nell’area delle vie Don Bosco, via Scrivia, via Tagliamento (zona Corvetto) si può toccare con mano cosa vuol dire una zona 30. La sistemazione dell’area interessata è stata modificata provvisoriamente ricreando quella che potrebbe essere la sistemazione definitiva (si tratta di una delle potenziali aree previste nel piano del Comune): riduzione del tracciato viario con chicanes per ridurre la velocità delle auto, creazione di parcheggi a pettine invece dei parcheggi disordinati e abusivi attuali (non si perdono posti auto rispetto a quelli attuali regolari),creazione di spazi verdi con panchine e tavoli ove la gente può sostare e chiacchierare tranquillamente.

dove:        Milano, zona Corvetto   WhatsApp-Image-2018-05-10-at-12.55.351

 

segnalata da:   Gianni

 

fonte:  diretta

commento:  Per la presentazione dell’iniziativa e il coinvolgimento della cittadinanza sono stati organizzati tre incontri che si sono svolti nella sede del Municipio 4.    Cosa significa moderazione del traffico?   Non significa banalmente far andare più piano le auto (si tenga presente che in città la velocità media utile è spesso inferiore ai 10 km/h), quanto invece affrontare il problema della qualità degli spazi pubblici urbani.
La ZONA 30 è uno strumento efficace per riqualificare lo spazio pubblico e incentivarne gli usi: con la trasformazione di una strada urbana in ZONA 30 aumentano gli spazi pedonali; migliora la convivialità sulla strada; la circolazione diventa più fluida e i negozi di quartiere hanno “parcheggiate” davanti alle vetrine…le persone!        Questo in sintesi è il perché di: “ZONA 30 gente contenta”!

La sperimentazione è stata completamente pagata da sponsor. Il Comune ha messo a disposizione la vigilanza urbana. La manodopera per la trasformazione provvisoria è stata fornita dalle associazioni promotrici.

Si tratta di un modello di sperimentazione mirato a far toccare con mano alla gente di come potrebbero migliorare le cose per tutti con piccoli interventi mirati. E’ un modello replicabile in altre zone di Milano, come ha detto l’assessore Granelli alla conferenza stampa del 10 maggio, all’inaugurazione delle sperimentazione.

Parlando con la gente si vede come da parte di molti ci sia consenso per soluzioni che rendano più vivibile la città anche se permane spesso un senso di scetticismo verso ogni modifica e una percentuale significativa che dice che “queste cose in Italia non si possono fare”.

Dobbiamo ricordarci però quante persone erano contrarie alla pedonalizzazione di corso Vittorio Emanuele, di via Dante o di corso Como a suo tempo…   Chi tornerebbe indietro oggi?

Per chi volesse andare a vedere ..la manifestazione dura fino a domenica  13 maggio..

link a:  

http://thesubmarine.it/2018/05/11/zona-trenta-al-via-la-sperimentazione-nel-quartiere-corvetto/

http://www.ciclobby.it/cms/

http://www.comune.milano.it/wps/portal/ist/it/news/salastampa/comunicati_stampa/archivio_2018/comunicati_maggio_2018/corvetto_sperimentazione_zona_30

Bandita la plastica monouso dalle Isole Tremiti

dove: Isole Tremiti   cq5dam.web.738.462

29 aprile 2018

segnalata da: Alberto

Fonte:  Il Fatto Quotidiano, il Giornale, la Repubblica, ilCorriere della Sera,Sky Tg24, Rai TG1

la notizia: Il Sindaco delle Isole Tremiti ha emesso un’ordinanza con la quale, a partire dal 1° maggio di quest’anno, sarà vietato ai residenti, ai turisti ed ai commercianti dell’arcipelago di utilizzare stoviglie di plastica monouso, per proteggere il mare delle Diomedee dall’inquinamento della microplastica. Le multe per i trasgressori potranno arrivare fino a 500 euro.

Il Commento: la causa di questa coraggiosa iniziativa sarebbe da catalogare, in verità, come una pessima notizia. L’intervento del Sindaco Antonio Fentini , infatti, trae origine dai risultati allarmanti di una ricerca del CNR di Genova, che ha rivelato come il mare delle Isole Tremiti sia interessato da una concentrazione di microplastiche inquinanti tra le più alte d’Italia, nonostante che l’area rientri entro i confini del Parco del Gargano e sia protetta come riserva naturale. Il Sindaco annuncia che a questo provvedimento (divieto di utilizzo di stoviglie monouso ovvero niente piatti per i picnic, bicchieri, coltelli e forchette, contenitori monouso in genere) ne faranno seguito altri, che introdurranno divieti e restrizioni anche nell’uso delle bottiglie di plastica e del polistirolo. Al di là dei risultati pratici che questo intervento pionieristico potrà recare nel mare delle Tremiti, appare quanto mai importante l’esempio che Fentini ha dato a tutti i sindaci dei comuni che si affacciano sul nostro mare e a cui egli stesso si appella affinché seguano il suo esempio, contribuendo fattivamente ad arginare un fenomeno sempre più preoccupante, nella speranza che laddove non funzionano gli appelli alla buona educazione ed alla sensibilità ambientale siano più efficaci i divieti e le sanzioni che il Sindaco intende appliccare con rigore.

per approfondimenti si segnano i seguenti Link:

https://tg24.sky.it/ambiente/2018/04/29/isole-tremiti-vietati-contenitori-plastica.html 

https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/04/29/tremiti-dall1-maggio-vietate-le-stoviglie-di-plastica-ai-trasgressori-sanzioni-fino-a-500-euro/4323521/

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/isole-tremiti-sindaco-vietato-utilizzare-contenitori-1520753.html

http://bari.repubblica.it/cronaca/2018/04/29/news/i_contenitori_di_plastica_vietati_alle_isole_tremiti-195114252/

http://www.nationalgeographic.it/ambiente/2018/04/30/news/dal_primo_maggio_plastica_vietata_alle_isole_tremiti-3961245/

La UE dice no ai neonicotinoidi in agricoltura: salve le api europee

Dove: Bruxelles                 Api-1-156898437

Data: 27 aprile 2018

Segnalata da: Alberto e Mariagrazia

Fonte: la Repubblica, il Sole 24 Ore, il Fatto Alimentare

La notizia: Gli Stati membri dell’Unione europea hanno votato a favore del divieto permanente per i tre insetticidi neonicotinoidi più dannosi per le api – clothianidin, imidacloprid e thiamethoxan – in tutto il territorio dell’Ue. Con il voto favorevole del Comitato permanente dell’Ue su piante, animali, cibi e mangimi (Paff) è stata approvata la proposta della Commissione europea di proibirne ogni uso esterno. Ora il regolamento che vieta i tre neonicotinoidi sarà  adottato formalmente nell’arco delle prossime settimane ed entrerà in vigore entro la fine dell’anno.

Commento: Da anni gli apicoltori di tutta Europa denunciavano un’allarmante mortalità negli alveari ed un calo significativo della produzione di miele che nel 1917, anche causa delle anomale condizioni climatiche, si è quasi dimezzata. Già nel 2013 erano state adottate delle parziali restrizioni nell’uso di tre insetticidi prodotti dalle ditte Bayern e Syngenta, appartenenti alla categoria dei neonicotinoidi, utilizzati ampiamente in agricoltura soprattutto per il trattamento delle sementi e considerati responsabili della moria delle api. Il 28 febbraio scorso l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) aveva concluso che “la maggior parte dei modi in cui i pesticidi neonicotinoidi vengono usati rappresenta un rischio per le api selvatiche e quelle mellifere” e la Commissione aveva chiesto agli Stati europei di bandirne totalmente l’uso. Ora il divieto è stato esteso ad ogni uso all’aperto di questi insetticidi, anche grazie ad una campagna di sensibilizzazione delle associazioni ambientaliste che ha portato alla raccolta di quasi 500.000 firme a sostegno di una petizione alla Ue per l’introduzione del divieto, a tutela della produzione di miele e dell’indispensabile opera di impollinazione con cui gli insetti pronubi assicurano la riproduzione delle piante da frutto.

Per approfondimenti link a:

http://www.repubblica.it/ambiente/2018/04/27/news/l_ue_vieta_tre_pesticidi_neonicotinoidi_pericolosi_per_le_api-194952866/

http://guidominciotti.blog.ilsole24ore.com/2018/04/27/la-ue-decide-di-salvare-le-api-stop-allutilizzo-dei-pesticidi-neonicotinoidi/

http://www.ilfattoalimentare.it/api-divieto-neonicotinoidi-dannosi.html

le Dolomiti accessibili

la notizia: le Dolomiti sono un patrimonio di tutti. La loro accessibilità rappresenta un obiettivo primario per la Fondazione Dolomiti Unesco, che ha promosso, in collaborazione con enti e associazioni del territorio e grazie al finanziamento erogato dal Mibact nell’ambito della legge 77/2006, un progetto rivolto a chi ha limitate possibilità motorie: non solo disabili, ma anche persone anziane o bambini piccoli.

fonte: dalla rete e da facebook, febbraio 2018 Fuchiade-927693-©-Roberto-Conti-1

proposta da: Gianni

commento: Si legge dal sito “dolomitiunesco” :     dalla fine di febbraio, accedendo al sito www.visitdolomites.com, è possibile prendere visione di 23 percorsi, accessibili a tutti, nell’ambito dei nove Sistemi dolomitici riconosciuti dall’Unesco. Sono indicati con chiarezza non solo il livello di difficoltà del percorso, ma anche la mappa dettagliata dell’itinerario, le coordinate gps, le caratteristiche ambientali e geomorfologiche della zona. E sarà possibile anche un’anteprima dell’itinerario con google street view, per una valutazione a 360° sulla possibilità di intraprendere il percorso scelto.

Il progetto “Dolomiti Accessibili” intende fornire un’esperienza diretta di questo straordinario ambiente naturale a tutte le persone che lo visitano o lo abitano, indipendentemente dal grado di abilità in cui si trovano, appoggiandosi e valorizzando la predisposizione naturale del contesto dolomitico ad un’accessibilità sostenibile. Ciò non significa che tutti debbano fare le stesse esperienze, ma che tutti possono avere un’esperienza di vera immersione nel paesaggio e nella geologia delle Dolomiti, realizzando pienamente il concetto di patrimonio dell’Umanità.

per approfondire,link a:  http://www.dolomitiunesco.info/dolomiti-accessibili-percorsi/

http://www.visitdolomites.com/

http://www.uicilombardia.org/index.php/rassegna-stampa/200-le-dolomiti-ora-sono-accessibili

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